MILANO – Nel secondo giorno di apertura della camera ardente di Giorgio Armani, allestita nel teatro di via Bergognone, l’afflusso di persone è cresciuto ulteriormente. Già dalle 8 del mattino, un’ora prima dell’apertura, centinaia di cittadini si sono messi in fila per rendere omaggio allo stilista, icona mondiale del made in Italy.
Tra i presenti anche numerosi dipendenti della maison, che hanno avuto un ingresso riservato.
Davanti alla sede progettata dall’architetto Tadao Ando, palcoscenico di storiche sfilate oggi trasformato in luogo del commiato, si sono radunati giornalisti e troupe televisive.
L’atmosfera è di profonda partecipazione e rispetto.
Le esequie si svolgeranno domani, 8 settembre, nella chiesa di San Martino a Rivalta (Piacenza), in forma strettamente privata, come voluto dallo stilista. Secondo quanto trapela, Armani sarà sepolto accanto ai familiari, compresa la madre.
Un ritorno alle radici per l’imprenditore nato a Piacenza ma legato professionalmente e affettivamente a Milano, città che in queste ore lo saluta con una partecipazione silenziosa e composta.