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27.06.2026

La fila della povertà sotto il sole di Catania. Lo Schiavo: “Un’immagine che non può lasciare indifferenti”

di Rossana Nicolosi | 3 min di lettura

"Sotto 40 gradi in fila per mangiare: la povertà che Catania non può più ignorare", il commento di Lo Schiavo, segretario provinciale Cisal Catania

La fila della povertà sotto il sole di Catania. Lo Schiavo: “Un’immagine che non può lasciare indifferenti”
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Una fila composta e silenziosa di uomini, donne e bambini in attesa di ricevere un semplice pasto, sotto il sole cocente di fine giugno. È l’immagine che ha colpito profondamente il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo, che ieri mattina, alle 11.59, mentre percorreva la strada della stazione dopo essere uscito dalla sede del sindacato, ha deciso di fermarsi davanti all’Help Center della Caritas Diocesana per osservare da vicino una realtà che troppo spesso passa inosservata.

«Ieri, mentre uscivo dal sindacato e percorrevo la strada della Stazione, mi ha profondamente colpito vedere questa scena, anche se purtroppo è una realtà nota. C’è stato però qualcosa che mi ha spinto a fermarmi per toccare con mano quella triste situazione: la fila di uomini e donne, con bambini al seguito, sotto un caldo torrido, davanti a una struttura per ricevere un semplice pranzo. Forse è stata proprio l’indifferenza umana a colpirmi più di ogni altra cosa», afferma Lo Schiavo.

«Povertà e disuguaglianza sono il frutto di precise scelte»

Per la CISAL Catania la crescita delle condizioni di disagio sociale non rappresenta un fenomeno casuale, ma la conseguenza di politiche che, nel tempo, non sono riuscite a garantire una rete di protezione realmente efficace.

«Povertà e disuguaglianza non sono casuali, ma conseguenze prevedibili di scelte politiche. Le principali criticità del sistema istituzionale riguardano l’assenza di adeguati servizi di prossimità, la frammentazione degli interventi, una burocrazia che spesso finisce per escludere proprio le persone più fragili e misure di sostegno al reddito che, essendo fortemente condizionate, non riescono ad affrontare le cause profonde dell’esclusione sociale», sottolinea il segretario provinciale.

Il ruolo fondamentale del Terzo Settore

Secondo la CISAL, il dibattito politico continua a dividersi tra chi denuncia la mancanza di una strategia strutturale contro la povertà e chi ritiene insufficienti gli strumenti assistenziali oggi disponibili.

Nel frattempo, a colmare le lacune delle istituzioni è soprattutto il Terzo Settore, attraverso il lavoro quotidiano di associazioni, Caritas, empori solidali, banchi alimentari e sportelli di ascolto che garantiscono un sostegno concreto alle persone più vulnerabili.

Ogni giorno circa 400 persone si rivolgono all’Help Center

L’Help Center della Caritas Diocesana di Catania rappresenta il principale punto di riferimento cittadino per chi vive situazioni di povertà ed emarginazione sociale.

Ogni giorno circa 400 persone varcano la soglia della struttura per essere ascoltate e ricevere un aiuto concreto: dalla colazione al pranzo, dal vestiario ai servizi per l’igiene personale, fino all’orientamento verso percorsi di inclusione sociale.

La povertà, infatti, non coincide soltanto con la mancanza di risorse economiche, ma rappresenta un fenomeno complesso nel quale si intrecciano esclusione dai servizi essenziali, isolamento relazionale e limitazione dei diritti fondamentali.

L’appello della CISAL

Per la CISAL Catania è necessario rafforzare le politiche sociali attraverso interventi strutturali capaci di prevenire il disagio, sostenere le famiglie e garantire servizi di prossimità realmente accessibili, affinché nessuno sia costretto a mettersi in fila per soddisfare bisogni primari come un pasto o un luogo di ascolto.

«Una comunità si misura dalla capacità di prendersi cura dei più fragili. Quelle immagini non possono lasciare indifferenti e devono rappresentare un richiamo per tutte le istituzioni ad assumersi pienamente le proprie responsabilità», conclude Giovanni Lo Schiavo.

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