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06.08.2026

La riorganizzazione di Poste Italiane che fa paura ai lavoratori. Failp Cisal e Cisal Catania chiedono trasparenza e tutele

di Redazione | 3 min di lettura

FAILP CISAL e CISAL Catania: "Declassamenti, trasferimenti e troppe incognite. Servono trasparenza, tutele e un vero confronto"

La riorganizzazione di Poste Italiane che fa paura ai lavoratori. Failp Cisal e Cisal Catania chiedono trasparenza e tutele
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Fa paura la riorganizzazione della rete Mercato Privati di Poste Italiane, che preoccupa fortemente la FAILP CISAL Catania e la Confederazione CISAL Catania. Il sindacato esprime forte contrarietà ad un piano aziendale destinato ad incidere profondamente sull’organizzazione del lavoro, sulla funzionalità della rete degli Uffici Postali e sulla qualità dei servizi resi ai cittadini.

Sebbene l’azienda presenti il nuovo modello come uno strumento per migliorare la governance e rafforzare il presidio del territorio, la FAILP CISAL Catania e la CISAL Catania ritengono che gli effetti concreti possano essere ben diversi, determinando un progressivo ridimensionamento dell’operatività di numerosi uffici e un significativo impatto sul personale.

Le principali criticità

Nello specifico, il nuovo modello organizzativo prevede una riclassificazione della rete degli Uffici Postali che interesserà migliaia di sedi sul territorio nazionale. Il 18% degli uffici subirà un declassamento, mentre soltanto il 5% sarà interessato da un upgrade. Numeri che, per il sindacato, rappresentano un segnale preoccupante e che rischiano di tradursi in un progressivo ridimensionamento delle funzioni operative e della capacità di risposta degli uffici, soprattutto nei piccoli comuni e nelle aree periferiche.

Trasferimenti del personale e incertezza sul futuro

La nuova organizzazione della rete potrebbe determinare il trasferimento di centinaia di lavoratori verso sedi diverse da quelle attualmente assegnate. Ad alimentare le preoccupazioni è soprattutto la mancanza di informazioni chiare sui criteri che saranno adottati per la ricollocazione del personale, con riferimento ad aspetti fondamentali quali la tutela prevista dalla Legge 104, l’anzianità di servizio, la distanza chilometrica e le esigenze familiari.

Ma non solo: negli uffici declassati – che servono le periferie – verrà ridotto il personale applicato. Il tutto con grave danno ai servizi per la clientela più fragile e maggiormente con danno ai lavoratori.

Organizzazione del lavoro e sicurezza

Ulteriori perplessità riguardano l’organizzazione del nuovo modello e l’individuazione delle sedi che dovranno accogliere il personale interessato dalla riorganizzazione.

Per la FAILP CISAL Catania e la CISAL Catania è indispensabile che ogni scelta venga preceduta da un’attenta verifica dell’idoneità delle strutture sotto il profilo organizzativo, logistico e della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, affinché ogni eventuale trasferimento avvenga nel pieno rispetto della normativa vigente, senza creare disagi ai lavoratori né compromettere la qualità del servizio reso ai cittadini.

Secondo il sindacato, un cambiamento di questa portata non può essere affrontato esclusivamente con logiche organizzative ed economiche.

“Non si può fare cassa sulla pelle dei lavoratori e a discapito dei servizi ai cittadini”, denuncia il Segretario Provinciale della FAILP CISAL, Loredana Marcellino. “I lavoratori hanno il diritto di conoscere in che modo saranno decisi gli eventuali trasferimenti, le nuove assegnazioni e l’organizzazione delle sedi. È indispensabile garantire regole chiare, oggettive e condivise”.

Le richieste della FAILP CISAL Catania e della CISAL Catania

Per queste ragioni la FAILP CISAL Catania e la CISAL Catania chiedono l’immediata individuazione di soluzioni che garantiscano la tutela dei lavoratori, la salvaguardia dei presìdi territoriali e un servizio postale efficiente e realmente vicino alle esigenze delle comunità.

La richiesta principale è quella della massima trasparenza. Il sindacato ritiene infatti indispensabile conoscere nel dettaglio i criteri con i quali verranno adottati i provvedimenti previsti dalla riorganizzazione, dalle modalità di individuazione delle nuove sedi di assegnazione ai criteri per gli eventuali trasferimenti del personale, fino all’organizzazione delle nuove strutture operative. Anche alla luce del fatto che un confronto con l’Azienda c’è già stato, ma non si è esteso all’applicazione sui territori. 

Per questo i sindacati chiedono principalmente che ci sia una valutazione congiunta sui territori interessati, in quanto anche le istituzioni comunali verranno interessate dalla questione.

Solo attraverso regole chiare, condivise e verificabili sarà possibile garantire il pieno rispetto dei diritti dei lavoratori, assicurare condizioni di lavoro sicure e dignitose e preservare la qualità di un servizio pubblico essenziale per cittadini, famiglie e imprese.

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