Quasi 40 sensori di ultima generazione sono stati posizionati strategicamente tra le scuole di Messina e Reggio Calabria per analizzare l'impatto istantaneo delle scosse sugli edifici
A Messina e Reggio Calabria è stata completata l’installazione delle nuove reti degli Osservatori sismici urbani (Osu). Il progetto, curato dal Centro di monitoraggio sismico urbano e delle infrastrutture (Cmsu) dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), rientra nell’ambito del progetto Pnrr Meet dell’Ente.
Si tratta di uno dei principali interventi a livello nazionale dedicati al monitoraggio sismico urbano in tempo reale.
Attualmente le reti sismiche urbane dello Stretto contano 38 stazioni accelerometriche distribuite tra i due territori. Nello specifico, 23 nel capoluogo peloritano e 15 in quello calabrese. Gran parte delle installazioni si trova all’interno di istituti scolastici, grazie alla collaborazione dei Comuni e degli enti locali coinvolti.
Queste nuove infrastrutture permettono di registrare in tempo reale il movimento del suolo e di studiare la risposta sismica locale delle aree urbane dello Stretto e degli edifici monitorati. L’area resta tra le più esposte al rischio sismico nel Mediterraneo, anche per via della memoria storica del terremoto del 28 dicembre 1908.
Il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo, ha spiegato che gli Osu “rappresentano una nuova generazione di infrastrutture capaci di osservare il moto del suolo direttamente all’interno delle città e, se integrate con sistemi di monitoraggio strutturale di analizzare anche la risposta degli edifici durante gli eventi sismici”.
“Queste reti consentono di migliorare la conoscenza degli effetti locali e di rafforzare gli strumenti operativi per la gestione dell’emergenza e la mitigazione del rischio”.
I dati raccolti aiutano a ricostruire la distribuzione dello scuotimento nelle aree urbane, mettendo in evidenza variazioni locali legate alle caratteristiche dei terreni, agli effetti di sito e alla risposta delle infrastrutture e degli edifici. Le informazioni possono contribuire allo sviluppo di sistemi di valutazione rapida degli effetti del sisma e di strumenti avanzati per il monitoraggio strutturale, a supporto delle attività di Protezione civile.
Le reti dello Stretto si inseriscono in un percorso di sviluppo scientifico e tecnologico avviato dall’Ingv a Catania con la prima rete sismica urbana permanente installata nel centro storico della città, poi estesa in altre aree ad alta pericolosità sismica e vulcanica del Paese come i Campi Flegrei, Messina e Reggio Calabria.