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04.06.2026

Parco dell’Etna: situazione ormai insostenibile. Serve un immediato intervento dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente

di Redazione | 4 min di lettura

Le parole dell'On. Concetta Raia, dirigente regionale PD Sicilia

Parco dell’Etna: situazione ormai insostenibile. Serve un immediato intervento dell’Assessorato regionale Territorio e Ambiente

“Da ex componente della Commissione Territorio e Ambiente dell’Assemblea Regionale Siciliana, mi sono occupata per anni delle problematiche, delle potenzialità e delle prospettive del Parco dell’Etna. Mai, tuttavia, avevo assistito a una situazione tanto deludente, caratterizzata da una crisi organizzativa, amministrativa e politica così profonda”.

Lo dichiara l’On. Concetta Raia, dirigente regionale PD Sicilia.

“Forse il destino del vulcano più importante e rappresentativo d’Europa interessa poco o nulla all’attuale Governo regionale, se non sotto il profilo delle nomine e degli equilibri politici. Il rischio concreto è che un patrimonio straordinario come il Parco dell’Etna venga considerato esclusivamente un luogo di sottogoverno, utile a soddisfare logiche di appartenenza e spartizioni politiche piuttosto che a perseguire l’interesse generale della Sicilia“, prosegue.

Inoltre: “È un peccato, perché in qualsiasi altra parte del mondo una risorsa di questa portata sarebbe stata valorizzata pienamente dal punto di vista ambientale, turistico, sportivo, economico e produttivo. L’Etna rappresenta una delle più grandi opportunità di crescita e sviluppo della nostra Isola e meriterebbe ben altra attenzione, ben altra programmazione e soprattutto una gestione all’altezza del suo valore internazionale“.

In questo contesto, “le dimissioni del Direttore del Parco dell’Etna possono rappresentare l’occasione per aprire una nuova fase. La sua gestione, infatti, non è riuscita a superare le criticità che da anni gravano sull’Ente e la situazione di blocco amministrativo e organizzativo appare oggi più evidente che mai”.

La situazione del Parco dell’Etna non è più soltanto insostenibile: “è diventata il simbolo di una paralisi amministrativa e politica che sta arrecando un danno gravissimo al territorio, ai cittadini e all’intera economia dell’area etnea”.

“Non ha alcun senso che, da un lato, vengano bloccate manifestazioni sportive, eventi e iniziative capaci di generare turismo, promozione e sviluppo economico e che, dall’altro, non si riesca a sbloccare una macchina burocratica e organizzativa ormai ferma da troppo tempo. Una situazione che produce esclusivamente ritardi, incertezze e immobilismo“, aggiunge.

Il Parco dell’Etna dovrebbe rappresentare un modello di equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Invece, oggi rischia di essere percepito come un ente incapace di dare risposte ai cittadini, alle imprese e agli operatori del territorio”, sottolinea.

Inoltre: “È inaccettabile che il vulcano attivo più importante d’Europa, patrimonio naturale di valore internazionale e straordinaria risorsa ambientale, turistica ed economica, venga gestito in condizioni tali da impedirne una piena valorizzazione. Il modo in cui oggi viene trattato il Parco dell’Etna dice molto sul livello di attenzione che il Governo regionale riserva a una delle sue più importanti eccellenze“.

La gestione del Parco è giunta a un punto critico che non può più essere ignorato.

Da tempo “si registra un sostanziale blocco delle pratiche amministrative e autorizzative, con procedimenti che non seguono un adeguato percorso istruttorio e che finiscono per generare ritardi, incertezze e difficoltà per cittadini, professionisti e imprese che operano all’interno del territorio del Parco”.

Particolarmente penalizzate risultano “le aree ricadenti nella zona D, dove le attività compatibili con i vincoli ambientali dovrebbero poter essere valutate attraverso procedure chiare, trasparenti e tempi certi. La tutela dell’ambiente rappresenta un valore imprescindibile, ma non può trasformarsi in una paralisi amministrativa permanente né in un ostacolo sistematico allo sviluppo sostenibile del territorio”.

A questa situazione si aggiunge “una cronica carenza di personale tecnico e amministrativo, aggravata dall’assenza di adeguate procedure di reclutamento e di rafforzamento della struttura organizzativa dell’Ente. Credo sia arrivato il momento di avviare un percorso di assunzioni di personale con i vari profili necessari per migliorare l’organizzazione dell’Ente”.

Per queste ragioni “ritengo indispensabile un intervento immediato dell’Assessorato regionale del Territorio e dell’Ambiente, che deve assumere una responsabilità politica e amministrativa chiara attraverso una verifica puntuale del funzionamento dell’Ente e l’adozione delle necessarie misure correttive”.

Occorre innanzitutto procedere al rafforzamento dell’organico mediante lo sblocco delle assunzioni e delle procedure concorsuali. Parallelamente, è necessario individuare una guida autorevole, competente e indipendente, capace di restituire efficienza amministrativa, capacità decisionale e visione strategica al Parco dell’Etna”, afferma.

Il Parco non può essere ridotto a un apparato burocratico autoreferenziale né a un luogo destinato a soddisfare logiche di sottogoverno. Deve tornare a essere uno strumento capace di coniugare tutela ambientale, sviluppo economico, valorizzazione turistica, attività sportive e crescita del territorio”, dichiara.

L’attuale situazione impone una scelta chiara e non più rinviabile: “restituire efficienza all’Ente oppure prendere atto che l’assetto gestionale degli ultimi anni non è stato adeguato al ruolo che il Parco dell’Etna è chiamato a svolgere”.

In conclusione: “La Sicilia non può permettersi di mortificare una delle sue più grandi ricchezze naturali. Il futuro del Parco dell’Etna deve essere costruito sulla competenza, sulla trasparenza, sull’efficienza amministrativa e sulla capacità di coniugare tutela ambientale e sviluppo. Ogni ulteriore rinvio sarebbe una grave responsabilità politica nei confronti del territorio, dei cittadini e delle future generazioni“.

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