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04.07.2017

Alain Danielou al “Sole Luna Doc Film Festival” di Palermo

di Redazione
Alain Danielou al “Sole Luna Doc Film Festival” di Palermo

PALERMO – Da poco presentato in Prima Nazionale al Biografilm Festival di Bologna e in altri importanti festival cinematografici della penisola (Ravenna Festival, Summermela Festival, River Film Festival) il documentario del regista Riccardo Biadene approda al Sole Luna Doc Film Festival di Palermo.

Il film racconta il viaggio musicale, esistenziale e spirituale che Alain Daniélou – bretone d’origine, figlio di un ministro socialista e con un fratello cardinale, amico di A.Gide e J.Cocteau – intraprende dal 1932 con il compagno fotografo Raymond Burnier alla volta dell’India, lasciando un Occidente che non lo soddisfa. Dopo un periodo nel Bengala ospite dello scrittore premio Nobel Rabindranath Tagore, si stabilisce sulle rive del Gange a Benares, nel cuore della tradizione indiana. Qui vive nel palazzo di Rewa per quasi 20 anni studiando il sanscrito, i testi vedici, la filosofia, la musica e la danza indiane, alla ricerca di un’armonia fra natura e spirito che il continente in cui è nato sembra aver dimenticato. Diventa hindu e continua a ricevere visite di personalità indiane e occidentali, quali Jawaharlal Nehru, Jean Renoir, Cecil Beaton, Eleanor Roosvelt e Roberto Rossellini.
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Alain Daniélou diviene un poliedrico studioso, indianista e musicologo di prima grandezza, che dal 1950 sotto l’egida dell’UNESCO registra e pubblica la prima collana di world music classica della storia e porta in Occidente i grandi musicisti d’Oriente, rivendicando un ruolo paritario per le musiche classiche non occidentali. Nel 1963, rientrato in Europa, fonda e dirige il primo Istituto Internazionale di Studi per la Musica Tradizionale a Berlino, e poi a Venezia l’Istituto Internazionale per gli Studi di Musica Comparata – attualmente attivo presso la Fondazione Giorgio Cini. Infine, nel 1969 dà luogo nei pressi di Roma alla Fondazione Harsharan – oggi Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi – ove continua sino alla fine dei suoi giorni (1994) a tradurre testi classici indiani (Ramayana, Kamasutra) e a scrivere articoli e libri sulla mitologia e i riti arcaici (Shiva e Dioniso).

Il regista sarà presente con Ritwik Sanyal (Cantante classico dhrupad, ex-rettore Performing Arts BHU University Varanasi), Grazia Marchianò (Orientalista, direttrice Fondo Elemire Zolla), Adrian Navigante (direttore Intellectual Dialogues Fondazione FIND) e Pietro Faiella (attore, voce narrante del doc, traduttore).

Al termine della proiezione una breve performance di danza classica indiana Bharatanatyam e Kuchipudi NATARAJA: Omaggio al Signore che Danza di Atmananda, Marianna Biadene, Giuditta De Concini, con Sanjay Kansa Banik (musicista tabla, Orchestra di Piazza Vittorio) e Jacopo Pacifico (flauto bansuri).
Lo spettacolo proseguirà per gli ospiti del Festival alle ore 22.30 al Sympò, Biografilm Food Academy.

“Alain Danielou Il Labirinto di una Vita” di Riccardo Biadene (doc, Italia/Svizzera 2017, 78’) è prodotto da FIND Fondazione India-Europa di Nuovi Dialoghi e KAMA Productions.

Sito del film: alaindanieloudocfilm.com

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