Cerca nel sito

21.08.2026

Morricone tribute: il Coro Lirico Siciliano ammalia il Teatro Greco di Taormina

di Concetto Sciuto | 2 min di lettura
Morricone tribute: il Coro Lirico Siciliano ammalia il Teatro Greco di Taormina

Alla fine c’è stata una meritata standing ovation in un Teatro Greco di Taormina stracolmo con un pubblico soddisfatto per una performance idilliaca, uno di quei casi dove davvero puoi affermare che il prezzo del biglietto pagato ci sta tutto per quasi due ore di buona musica, ma di quella che inizia con la M maiuscola e finisce con la A sempre maiuscola. 

Sì, perché maiuscola è stata l’esibizione dell’orchestra sinfonica Brutia composta da oltre cento elementi insieme al Coro Lirico Siciliano, il soprano Maria Francesca Mazzarra e il tenore Pietro Di Paola, tutti diretti dal maestro Francesco Perri per un omaggio ai diversi capolavori di Ennio Morricone accarezzando le  pagine più “intime, più spirituali del suo infinito repertorio”, giusto per riportare la medesima metafora utilizzata dal maestro del Coro Lirico Siciliano Francesco Costa durante uno dei sui apprezzatissimi interventi descrittivi e anticipatori della magia che avremmo vissuto brano dopo brano. 

Un fluire di esecuzioni, all’interno del Festival Lirico dei Teatri di Pietra  dal potente claim come “Accarezzare eternità”, con brani che sono diventati parte di noi e convivono con i nostri ricordi più indelebili perché impressi nei segreti cassetti della memoria. Diversi gli  apprezzatissimi tocchi di originalità e iperbole canore con varianti che nulla tolgono alla bellezza delle originali partiture del Maestro, ma che le hanno fatto (ri)vivere sotto altre emozionanti prospettive. Incontenibili vibrazioni dell’anima che esondano durante l’ascolto di alcuni capisaldi della scaletta dove un trascendentale “Gabriel’s oboe” (Mission) giunto al suo quarantesimo anno dalla sua pubblicazione, l’immancabile “Nuovo Cinema Paradiso” nei suo brani più famosi,  la suite “C’era una volta il west”, “Giù la testa”,“Il buono il brutto e il cattivo” sessant’anni dopo la sua prima esecuzione, per passare a C’era una volta in America” e “Il Canone inverso” eseguito solamente per gli archi, per poi approdare a un omaggio alla nostra Sicilia con “Storia di una capinera”, hanno innescato un, inevitabile,  sinestetico, coinvolgimento che è stato l’apicale cifra emozionale vissuta dal pubblico in un quasi religioso silenzio “nell’ascoltare e non sentire” questa sequenza di esecuzioni  in una sorta di “preghiera laica o rito musicale di una melodia sognante”, rifacendoci sempre alle parole del Maestro Costa. L’acuto finale del tenore Lorenzo Papasodero nel celebre brano “Se telefonando” di Morricone e M. Costanzo, è il momento subliminale che ha fatto scattare la meritata standing ovation. 

E se è vero che la bellezza salverà il mondo, la bellezza dell’arte, musicale nel nostro caso, ci si augura aiuterà l’umanità a costruirne uno migliore, in primis senza guerre, giusto per rifarci a un pensiero condiviso, ancora una voltra, del Maestro Costa e di tutti i presenti in un evento da incorniciare dove l’esecuzione di “Here’s to you” potrebbe rappresentare delicata sintesi e “mantra” dell’inutilità delle guerre che stanno “uccidendo anche le nostre anime”.   

07:24