I giudici di primo grado avevano respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla società contro la revoca della concessione.
Conclusa a Palermo l’udienza di merito al Tar sul contenzioso tra l’Assessorato regionale al Territorio e l‘Italo Belga sulla concessione della spiaggia Mondello.
I giudici di primo grado avevano respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla società contro la revoca della concessione.
Prima il presidente del Cga Ermanno De Francisco poi i giudici del Cga avevano accolto il ricorso della società per motivi di ordine pubblico sospendendo il provvedimento di revoca.
Grazie a questa decisione i giudici avevano consentito alla società di aprire lo stabilimento balneare per la stagione estiva appena trascorsa. Il Tar deve decidere se la revoca della concessione sia legittima o meno. La decisione non si conoscerà subito, ma al momento della pubblicazione della sentenza.
L’assessorato al Territorio aveva deciso la revoca per due motivi. Il primo la presenza nella gestione dello stabilimento della ditta Gm Edil, di cui la società Italo Belga si avvaleva per svolgere alcuni lavori di manutenzione di lettini, ombrelloni e cabine in legno, oltre che per la pulizia dell’arenile. L’amministratore unico di Gm edil era il fratello incensurato di un uomo condannato per mafia che sarebbe stato a capo della famiglia di Resuttana.
Il prefetto di Palermo Massimo Mariani firmò un’interdittiva antimafia nei confronti di Gm Edil. Italo Belga precisò che i rapporti con l’azienda erano interrotti da tempo, ma che poco tempo dopo fu raggiunta da un provvedimento di prevenzione collaborativa, che affianca al management della società degli amministratori di nomina prefettizia permettendo la continuazione delle attività.
La seconda contestazione riguardava invece l’affidamento in gestione di ristoranti e bar alla società Mida Srl, che sarebbe avvenuto, come sostengono dall’assessorato, senza autorizzazioni.