Il commissario regionale rilancia la richiesta di cambiamento e assicura: «Non è una mia opinione, arriva dal partito». Il governatore non intende rinunciare alla ricandidatura.
Nino Minardo rilancia e alza ulteriormente il livello dello scontro interno a Forza Italia sulla ricandidatura di Renato Schifani alla presidenza della Regione Siciliana. A ventiquattro ore dalle dichiarazioni che hanno riaperto una partita che sembrava ormai chiusa, il commissario regionale degli azzurri torna a chiedere un «cambiamento netto», precisando che non si tratterebbe di una sua posizione personale, ma di un’esigenza maturata all’interno del partito.
Parole destinate a pesare nel dibattito politico siciliano, soprattutto perché pronunciate nel pieno della bufera giudiziaria legata alla richiesta di arresto di Gaetano Armao.
Schifani aveva ridimensionato le prime dichiarazioni del commissario regionale, riconducendole a «iniziative legate alla organizzazione del partito». Minardo, però, adesso rende molto più esplicito il messaggio.
«Per noi il buon governo di Renato Schifani non può essere offuscato da vicende giudiziarie che ruotano intorno a Palazzo d’Orléans. Proprio per questo è necessario un atto di responsabilità, al quale deve seguire quel cambiamento netto e quella proposta politica completamente nuova di cui ho parlato. Nuove idee e nuovi protagonisti».
Una presa di posizione che riporta direttamente al centro del confronto il futuro della candidatura del governatore uscente.
Da Roma, intanto, è circolata la notizia di un confronto sulla situazione siciliana tra i principali esponenti isolani di Forza Italia e il segretario nazionale Antonio Tajani, avvenuto durante le votazioni alla Camera.
E le nuove dichiarazioni di Minardo sembrano rafforzare l’ipotesi che la richiesta di discontinuità non arrivi soltanto dalla dirigenza regionale.
«Il cambiamento non è una mia opinione – sottolinea Minardo – ma una richiesta che arriva dal partito dopo mesi di ascolto e confronto. È un’esigenza che ho registrato a tutti i livelli di Forza Italia in Sicilia».
Il commissario azzurro insiste quindi sulla necessità di dare una risposta a un malessere che, a suo dire, attraverserebbe il partito.
«C’è una grande richiesta di cambiamento e, in coscienza, credo che abbiamo il dovere di dare una risposta. Nessuno di noi vuole sottrarsi alla propria responsabilità di fronte ai siciliani, soprattutto quando ci sono fatti che possono incrinare la fiducia dei cittadini nel partito e nelle istituzioni».
Il nodo, adesso, è tutto politico. Fino a poche settimane fa la ricandidatura di Renato Schifani sembrava sostanzialmente acquisita all’interno del centrodestra. Le parole di Minardo hanno invece rimesso tutto in discussione.
Il presidente della Regione ha già chiarito di non avere alcuna intenzione di rinunciare alla corsa per il secondo mandato, mentre il commissario di Forza Italia lascia intravedere l’apertura di una nuova fase di confronto proprio con il governatore.