Le parole del GIP di Caltanissetta
Le accuse all’ex pm Gioacchino Natoli, finito sotto inchiesta per favoreggiamento a Cosa nostra sono infondate. Lo ritiene il GIP di Caltanissetta Santi Bologna che ha archiviato il procedimento a carico dell’ex magistrato accusato di aver insabbiato il cosiddetto dossier mafia-appalti ritenuto, dagli inquirenti nisseni, concausa delle stragi di Capaci e via D’Amelio costate la vita a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
“La notizia di reato è infondata alla luce del parametro della ragionevole previsione di condanna”, ha scritto il giudice delle indagini preliminari che entra nel merito delle contestazioni.
“Deve ritenersi che Natoli non capì la reale importanza di quell’indagine (su mafia e appalti ndr), proprio perché non ci credeva (motu proprio o consigliato da terzi) e/o non era capace di valorizzarla e si limitò a investigare il meno possibile”, aggiunge il magistrato.
Inoltre, a parere del giudice, non sono sarebbero emerse prove di rapporti tra Natoli e l’imprenditore mafioso Antonino Buscemi che sarebbe stato, secondo l’accusa, tra quelli «favoriti» dall’insabbiamento dell’inchiesta.
L’indagine coinvolgeva anche l’ex pm Giuseppe Pignatone, anche lui accusato di favoreggiamento alla mafia. La sua posizione è stata archiviata ma per insufficienza di prove. «Non vi è prova di qualsiasi accordo, anche implicito tra il dott. Natoli e il dott. Pignatone.- prosegue Bologna – Anzi, i rapporti (sia personali che associativi), nemmeno cordiali tra i due magistrati, rappresentano un ulteriore elemento che depotenzia la tesi di qualsivoglia accordo (ancorché tacito ) illecito tra i due».
Per il terzo indagato, il generale Stefano Screpanti, all’epoca dei fatti per il Gip c’è contraddizione tra elementi a carico e discarico.