L’uomo è stato fermato nella serata di ieri al termine di un’attività investigativa avviata grazie alla collaborazione istituzionale tra l’Arma dei Carabinieri e gli istituti scolastici del territorio
La casa delle sorelle del boss era " una vera e propria centrale operativa all'interno della quale, una volta ricevute le lettere del latitante, le sorelle si coordinavano per eseguirne le direttive".
Un inganno meticoloso, specie se si considera che il truffatore aveva anche declinato le generalità del coniuge della vittima, rendendo credibile il pretesto da lui introdotto