La crisi idrica continua a colpire l'isola e mette a rischio residenti, attività turistiche e condizioni igienico-sanitarie
Continua a peggiorare la crisi idrica che da mesi interessa Lipari, con pesanti ripercussioni sulla vita quotidiana dei residenti e sul comparto turistico, pilastro dell’economia dell’isola.
I rubinetti a secco non rappresentano più episodi isolati, ma una condizione ormai frequente che costringe cittadini e attività commerciali a fare i conti con continue interruzioni dell’erogazione dell’acqua potabile.
La situazione appare particolarmente critica in alcune zone dell’isola.
Tra queste la frazione di Pirrera, dove, secondo quanto denunciato, l’acqua sarebbe stata distribuita attraverso la rete idrica soltanto una volta nell’ultimo mese.
Una condizione che, oltre a creare enormi disagi, rischia di compromettere le normali attività domestiche e il rispetto delle condizioni igienico-sanitarie essenziali.
Alla base dell’emergenza vi sarebbero le difficoltà legate al funzionamento del dissalatore dell’isola.
Secondo i dati resi noti, dall’inizio del 2026 la quantità di acqua prodotta sarebbe risultata inferiore di circa 70 mila metri cubi rispetto ai livelli registrati negli anni precedenti.
Una riduzione significativa che ha aggravato ulteriormente una situazione già particolarmente delicata.
Per fronteggiare la carenza idrica, il sindaco di Lipari Riccardo Gullo ha richiesto con urgenza al Dipartimento regionale dell’Acqua l’invio straordinario di navi cisterna.
L’obiettivo è garantire un approvvigionamento aggiuntivo in grado di compensare la ridotta disponibilità idrica sull’isola.
Secondo quanto riferito, però, le risposte ricevute finora non sarebbero sufficienti a coprire il fabbisogno della popolazione.
Di fronte al protrarsi della crisi, la protesta si sta spostando anche sul piano giuridico e istituzionale.
A nome della comunità locale, il commercialista ed ex amministratore Giuseppe Subba ha formalizzato una richiesta di intervento urgente alle autorità nazionali e regionali.
Nell’istanza viene richiamata la Legge Costituzionale n. 2 del 7 novembre 2022, che riconosce il principio di insularità e impone alle istituzioni di rimuovere gli svantaggi derivanti dalla condizione geografica delle isole.
La persistente carenza d’acqua rischia di produrre conseguenze non soltanto per i residenti, ma anche per il sistema turistico dell’arcipelago, soprattutto con l’avvicinarsi della piena stagione estiva.
Per cittadini e operatori economici, l’emergenza richiede interventi immediati e strutturali affinché venga garantito un servizio essenziale come l’approvvigionamento idrico e venga tutelato il diritto all’acqua per l’intera comunità isolana.