L'Asp di Catania aderisce a "Un ponte oltre l'uscio", progetto dedicato alla prevenzione del ritiro sociale tra i giovani
La porta della propria stanza può trasformarsi, per un adolescente, in un vero e proprio confine con il mondo esterno. Famiglia, scuola e amici restano fuori, mentre l’isolamento rischia progressivamente di diventare sempre più profondo. È proprio per intercettare questi segnali che l’Asp di Catania aderisce a “Un ponte oltre l’uscio”, progetto dedicato alla prevenzione del ritiro sociale tra i giovani.
L’iniziativa punta a creare una rete capace di riconoscere precocemente le situazioni di vulnerabilità, offrendo ascolto e sostegno ai ragazzi e alle loro famiglie e, nei casi più complessi, attivando specifici percorsi di presa in carico.
Il progetto coinvolge realtà del mondo scolastico, sanitario, istituzionale e del Terzo Settore.
All’accordo partecipano nove istituti scolastici di Adrano, Biancavilla, Bronte e Santa Maria di Licodia, insieme ai rispettivi Comuni, all’Asp di Catania, all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico “G. Rodolico-San Marco” con il Comitato Consultivo Aziendale, alla Rete Civica della Salute, a Eris ETS e a Hikikomori Italia Genitori ETS.
L’obiettivo è costruire una risposta multidisciplinare che metta insieme competenze educative, sanitarie, sociali e civiche, evitando che ragazzi e famiglie debbano affrontare da soli situazioni di crescente isolamento.
A evidenziare la rilevanza del fenomeno sono anche i dati nazionali. Secondo uno studio del CNR-IFC, basato sull’indagine ESPAD Italia, nel 2023 il 2% degli studenti italiani tra 15 e 19 anni ha dichiarato di aver vissuto almeno una volta un periodo di isolamento sociale volontario durato sei mesi o più.
Ancora più significativo il dato relativo al cosiddetto “ritiro corrente”: nello stesso anno, l’11,3% degli studenti coinvolti nell’indagine ha riferito di non uscire mai di casa durante la settimana.
Numeri che sottolineano l’importanza di individuare i primi segnali di disagio e intervenire prima che l’isolamento diventi una condizione prolungata.
Tra le iniziative previste c’è l’attivazione di uno spazio di ascolto psico-pedagogico, pensato come primo punto di riferimento per adolescenti e nuclei familiari.
Quando il ritiro sociale risulta più grave o prolungato, il progetto prevede invece interventi di secondo livello, attraverso il coinvolgimento dei servizi specialistici presenti sul territorio e la costruzione di percorsi integrati di presa in carico.
L’Asp di Catania metterà a disposizione le proprie professionalità per seguire, insieme agli altri soggetti coinvolti, le situazioni più complesse.
Saranno inoltre organizzati incontri informativi e formativi rivolti a genitori, insegnanti e personale scolastico, oltre ad attività dedicate alla salute mentale durante l’adolescenza.
Particolare attenzione sarà riservata alla gestione dell’ansia e delle emozioni e al benessere psicologico degli studenti, con l’obiettivo di rafforzare gli strumenti di prevenzione all’interno delle scuole e delle famiglie.
Referenti dell’iniziativa per l’Asp sono Loredana Sucato, direttore dell’UOC Servizio Sociale Professionale, e Fabio Brogna, direttore dell’UOC Servizio Territoriale Dipendenze Patologiche.
La Rete Civica della Salute contribuirà infine a rafforzare il collegamento tra cittadini, istituzioni, servizi sanitari e comunità locali, favorendo l’accesso ai servizi e diffondendo una maggiore cultura della prevenzione del disagio adolescenziale.