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17.08.2026

Sant’Agata, il cardinale Parolin a Palazzo degli Elefanti per il nono centenario della traslazione delle reliquie

di Redazione | 3 min di lettura

"Ho toccato con mano il forte legame tra la città e la sua Patrona"

Sant’Agata, il cardinale Parolin a Palazzo degli Elefanti per il nono centenario della traslazione delle reliquie
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Una visita dal forte valore religioso, istituzionale e simbolico nel cuore delle celebrazioni per il nono centenario della traslazione da Costantinopoli delle spoglie di Sant’Agata. Papa Leone XIV ha nominato per la solenne ricorrenza il Segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, Legato Pontificio, giunto a Catania e ricevuto ieri a Palazzo degli Elefanti.

Ad accoglierlo sono stati il sindaco Enrico Trantino e il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi, insieme alle più alte autorità religiose, civili e militari del territorio.

I doni della città al cardinale Parolin

Nel corso dell’incontro, il primo cittadino ha fatto dono al porporato di un Elefantino realizzato dall’orafo Ugo Lombardo, mentre il presidente dell’assise cittadina gli ha consegnato il libro-martirologio della Vergine catanese. Al suo ingresso nel salone di Palazzo degli Elefanti, il Segretario di Stato Vaticano ha inoltre apposto la propria firma sul libro degli illustri ospiti, lasciando una dedica a ricordo della visita.

Un ulteriore omaggio è stato consegnato dal Comitato per i festeggiamenti del 5 Febbraio, rappresentato dal segretario padre Orazio Bonaccorsi e dal presidente Carmelo Grasso.

Parolin sulla poltrona che ospitò Giovanni Paolo II

La seconda parte dell’incontro celebrativo si è svolta nella sala giunta. Qui il Legato Pontificio ha preso posto, al centro del tavolo delle autorità, sulla stessa poltrona sulla quale si era seduto Giovanni Paolo II durante la sua visita in Terra d’Etna nel 1994.

Sono imbarazzato – ha detto il cardinale Parolin – e personalmente mi auguro che presto vi si possa sedere Sua Santità Leone XIV“.

Alla cerimonia erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo metropolita Luigi Renna, il prefetto Pietro Signoriello, il rettore dell’Università di Catania Enrico Foti, il presidente della Corte d’Appello Nino Porracciolo, il questore Giuseppe Bellassai e i massimi vertici locali delle forze dell’ordine.

“Agata è Catania e Catania è Agata”

A sottolineare la profondità del rapporto tra la città e la sua Santa Patrona è stato il presidente del Consiglio comunale Sebastiano Anastasi: “Agata è di Catania e Catania è Agata; tutta la storia cittadina si fonda su questo sinonimo“.

Un legame che ha colpito anche il Legato Pontificio.

Ho toccato con mano quanto sia forte questo legame fra la città e la sua Patrona“, ha affermato Parolin.

Proprio in considerazione della valenza internazionale delle celebrazioni agatine, Catania si prepara ad avanzare la candidatura della Festa di Sant’Agata del 5 Febbraio a patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. In occasione del nono centenario della traslazione delle spoglie della Vergine e Martire è stato inoltre realizzato uno speciale annullo celebrativo.

Parolin: “La vita cristiana può animare la vita sociale”

Nel suo intervento, il Segretario di Stato Vaticano ha richiamato anche il ruolo che i valori cristiani possono assumere nella costruzione della comunità civile.

La vita cristiana – ha aggiunto il cardinale Parolin – può animare la vita sociale stimolando le attitudini degli amministratori e dei cittadini. Mi auguro che questa compenetrazione possa essere feconda e continuare, poiché ci sono le basi per porla a beneficio della comunità religiosa e di quella civile“.

Trantino: “La sua presenza accenda il fuoco della speranza”

Il sindaco Enrico Trantino ha evidenziato la forte vicinanza della Chiesa alla città di Catania, testimoniata dalla nomina dell’arcivescovo Luigi Renna e, adesso, dalla presenza di uno dei più autorevoli esponenti della Santa Sede.

Che la sua presenza possa accendere oggi il fuoco della speranza – ha affermato Trantino –. Dovremmo noi catanesi imparare a cogliere questi segni per il forte valore simbolico che hanno, perché abbiamo bisogno di trovare ciò che ci unisce, piuttosto che concentrarci su quel che separa, disgrega e ci rende distanti l’uno dall’altro”.

Il sindaco ha quindi rivolto lo sguardo al futuro della città: “Sono momenti in cui, assumendo il valore di una comunità coesa, potremo essere spinti ad agire per un futuro che riguardi i nostri figli prima ancora di noi; un futuro migliore di quello che viviamo, spinti a rispettare questa città come talvolta forse non facciamo“.

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