Passo decisivo per la candidatura della festa a Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Ad agosto e settembre cittadini e devoti potranno contribuire al documento. Entro marzo 2027 la decisione del Ministero della Cultura sulla candidatura italiana
La Festa di Sant’Agata compie un passo decisivo nel percorso verso il riconoscimento UNESCO. Al Palazzo della Cultura è stata ufficialmente consegnata dal Comitato Scientifico al Comitato Promotore la bozza del dossier per l’iscrizione de «La Festa di Sant’Agata a Catania» nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità.
Un momento dal forte valore simbolico, che arriva proprio nell’anno delle celebrazioni per il 900° anniversario del ritorno delle Sacre Reliquie di Sant’Agata a Catania, dal 1126 al 2026, e che apre adesso una nuova fase del percorso: quella della partecipazione e della consultazione della comunità.
L’obiettivo della candidatura non è soltanto ottenere un prestigioso riconoscimento internazionale. Il percorso punta soprattutto a salvaguardare e trasmettere alle future generazioni un patrimonio vivo, profondamente radicato nella storia, nella spiritualità e nell’identità di Catania.
La preparazione della bozza ha coinvolto esperti e ricercatori attraverso un lavoro di analisi e di ascolto delle realtà ecclesiali, sociali e associative, ma anche dei singoli devoti.
Al centro della candidatura c’è infatti l’intera comunità. La Festa di Sant’Agata viene rappresentata non come una tradizione immobile nel tempo, ma come un’esperienza collettiva capace di rinnovarsi nei secoli e di diventare simbolo di identità, partecipazione e riscatto.
Con la consegna della bozza prende il via anche la fase di consultazione pubblica.
È stato lanciato il portale ufficiale La Festa di Sant’Agata a Catania, concepito come uno spazio permanente di partecipazione.
Attraverso il sito sarà possibile consultare gli atti, presentare proposte e osservazioni e inviare testimonianze sul significato che la Festa di Sant’Agata assume per la comunità.
L’incontro al Palazzo della Cultura, moderato da Paolo Di Caro, ha visto la partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni e degli organismi coinvolti nel progetto.
Sono intervenuti Alberto Patanè, coordinatore del percorso di candidatura; Carmelo Grasso, presidente del Comitato per la Festa di Sant’Agata; e Lina Scalisi, prorettrice dell’Università di Catania e presidente del Comitato Scientifico, che ha formalmente consegnato la bozza.

L’arcivescovo metropolita di Catania monsignor Luigi Renna ha espresso soddisfazione per la collaborazione costruita tra Arcidiocesi, amministrazione comunale e mondo accademico.
La Festa di Sant’Agata, è stato evidenziato, racchiude una matrice storico-culturale plurisecolare che si manifesta attraverso molteplici linguaggi artistici ed espressivi.
Una tradizione che ha ormai superato i confini cittadini e siciliani, assumendo una dimensione europea e universale, come dimostra anche la capacità delle celebrazioni agatine di richiamare ogni anno visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
Il coordinatore del Comitato Scientifico, Pier Luigi Petrillo, ha illustrato il lavoro svolto per riuscire a tradurre il complesso universo della devozione agatina in un linguaggio comprensibile ai valutatori internazionali.
Dall’indagine è emersa soprattutto la capacità della Festa di ridefinire il senso di appartenenza civica, trasmettendo contemporaneamente un messaggio legato al coraggio e al rifiuto di ogni forma di prepotenza.
Il riconoscimento internazionale, dunque, non rappresenta il solo traguardo: l’obiettivo principale resta quello di rafforzare gli strumenti di tutela affinché questo patrimonio possa continuare a essere trasmesso alle future generazioni.
A concludere l’incontro è stato il sindaco di Catania e presidente del Comitato Promotore Enrico Trantino, che ha richiamato la responsabilità storica legata a questa fase della candidatura.
Il futuro della città, ha sottolineato il primo cittadino, passa anche dalla capacità della comunità di prendersi cura delle proprie radici e preservarle, invitando i catanesi a partecipare e contribuire al perfezionamento del dossier.
La consegna della bozza non conclude quindi il lavoro, ma apre una delle fasi più importanti dell’intero percorso.
Tra agosto e settembre 2026 cittadini, associazioni, devoti e realtà interessate potranno esaminare il documento e contribuire ad arricchirlo attraverso il portale online.
A ottobre il Comitato Scientifico procederà alla stesura definitiva del dossier, che sarà successivamente trasmesso al Ministero della Cultura.
La data da segnare è quella del 30 marzo 2027: entro quel termine il Ministero dovrà decidere se designare la Festa di Sant’Agata quale candidatura ufficiale dell’Italia davanti all’UNESCO.
Un percorso che entra dunque nella sua fase cruciale e che chiama direttamente in causa Catania e i catanesi: la candidatura non riguarda soltanto una delle più grandi feste religiose al mondo, ma un patrimonio collettivo che la città vuole custodire, raccontare e consegnare alle generazioni future.