Sant’Agata e la storia delle “Minnuzze”: la ricetta del dolce che onora il martirio della Patrona di Catania

Sant’Agata e la storia delle “Minnuzze”: la ricetta del dolce che onora il martirio della Patrona di Catania

CATANIA – La Festa di Sant’Agata è ormai alle porte, anche se quest’anno i catanesi dovranno rinunciare alla maggior parte degli eventi che hanno sempre caratterizzato i giorni caldi dei festeggiamenti, dovendosi accontentare solo dello streaming e delle dirette delle messe principiali (qui il link per seguirle). La festa della Patrona di Catania ha sempre rappresentato, non solo per i catanesi, un fattore di orgoglio e un momento di unione e di appartenenza senza paragoni. Sarà questo l’ennesimo miracolo della Santa?

Come ogni momento importante dell’anno, ogni festa e ogni ricorrenza, anche durante la Festa di Sant’Agata gli elementi religiosi si sposano perfettamente con tradizioni popolari che non possono che abbracciare la cucina, nello specifico la pasticceria catanese. Simbolo culinario dei festeggiamenti agatini – poi diventata un vero e proprio must di tutta la maestria della pasticceria di Catania – è la Cassatella, meglio nota come Minnuzze di Sant’Agata.

Le Cassatelle di Sant’Agata sono, infatti, tortine di pan di Spagna ripiene di crema di ricotta sul cui dolcissimo rivestimento di pasta di mandorle e pasta reale viene posta una ciliegia candita come decorazione. La forma è semisferica e allude al martirio di Sant’Agata cui furono strappati i seni per ordine del proconsole romano Quinziano dopo che questi si era visto respingere dalla giovane.

La storia del dolce

Le Cassatelle di Sant’Agata sono diventate il simbolo culinario dei festeggiamenti agatini grazie alla loro forma che rimanda al martirio subìto dalla martire. La bellissima Agata, a 15 anni aveva già deciso di consacrarsi a Dio, quando il console della città Quinziano la vide e se ne innamorò. Data la sua decisione di fede, Agata rifiutò la proposta del console che non si diede per vinto.

Agata allora venne catturata e imprigionata e sottoposta a torture atroci, fino a giungere alla peggiore: l’amputazione dei seni. Miracolo volle che le ferite provocate dal martirio guarirono grazie alla volontà divina, fu allora che Quinziano decise di condannare Agata al rogo.

Il giorno della condanna, però, Catania venne colpita da un forte terremoto che provocò la fuga dei soldati e dello stesso console che rimase ucciso durante la fuga. Agata venne riportata nel carcere dove morì la notte tra il 4 e il 5 febbraio.

La ricetta delle Minnuzze di Sant’Agata

Nonostante la cucina siciliana e quella catanese siano ricchi di piatti semplici ma estremamente gustosi basati sulla bontà dei prodotti isolani, la preparazione delle Minnuzze di Sant’Agata non è semplice, tanto che solo pochi pasticceri catanesi sono in grado di riprodurne la reale e originale bontà.

Gli ingredienti

300 g farina 00
75 g burro
2 uova medie
vaniglia
scorza di limone grattugiata (q.b.)
40 g cioccolato fondente
35 g zucchero
zucchero a velo
sale
250 g di ricotta di pecora
40 g di canditi
6 ciliegie candite
200 g di farina di mandorla

Preparazione

Il primo passo per preparare delle ottime Cassatelle di Sant’Agata riguarda la lavorazione della ricotta: riporre in un colino fino a quando non avrà eliminato tutto il siero. Successivamente setacciarla per bene insieme allo zucchero tramite l’utilizzo di un setaccio, infine, quando l’impasto sarà completamente liscio, aggiungere il cioccolato a pezzi e i canditi.

Il passaggio successivo riguarda la preparazione del pan di Spagna: in una ciotola unire le uova allo zucchero, alla scorza di limone grattugiata a un pizzico di sale; sbattere fino a ottenere un impasto molto chiaro, gonfio e spumoso. Successivamente aggiungete, poco alla volta, la farina setacciata amalgamando e facendo attenzione a non smontare l’impasto. Versate il composto in una teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180°C.

Infine, aprire parzialmente lo sportello del forno e tirare fuori il pan di Spagna solo quando si sarà raffreddato quasi del tutto. A quel punto spostarlo su una griglia per farlo asciugare per bene.

L’ultima preparazione probabilmente è la più complicata per chi non è del mestiere. Si tratta della pasta reale: sciogliere lo zucchero in un tegame insieme all’acqua fredda e portare a bollore; spegnete il fuoco e aggiungete la farina di mandorle.

Amalgamare bene fino a che l’impasto non avrà assunto una consistenza compatta, liscia e morbida e tenderà a staccarsi dalle pareti del tegame. Solo quando il composto sarà tiepido, lavorate ancora un po’ per renderlo liscio e omogeneo. Infine, stendere con il matterello e realizzate una sfoglia di circa 3 mm.

Una volta avere terminato tutte le preparazioni si può procedere con l’assemblaggio. All’interno di uno stampo semisferico posizionate le preparazioni nel seguente ordine: pasta reale (strato più esterno), ricotta (farcia) e pan di Spagna (base). Una volta completata questa operazione, estraete il dolce dallo stampo e ricoprite con glassa di zucchero e guarnire con una ciliegia candita. Lasciate riposare in frigo per 30 minuti prima di servire.

Fonte foto Facebook Pasticceria Verna e Bonvegna