CATANIA – “La Giornata Mondiale della Salute sia l’occasione per garantire riconoscimento e dignità alle categorie sanitarie che si stanno battendo in prima linea nell’emergenza in corso. Per rispetto della memoria dei 94 medici e 26 infermieri deceduti e per la cura degli oltre 7000 operatori contagiati, in tutta Italia, dall’inizio epidemia di Covid-19. Altrettanta riconoscenza vada a tutti gli altri servitori dello Stato e personale pubblico che ci consentono di affrontare questo terribile periodo.”
Recita così il messaggio del Presidente della Repubblica che la segreteria provinciale della Cisl di Catania ha condiviso in occasione della ricorrenza del 7 aprile, auspicando che non si spengano i riflettori sui professionisti della salute che stanno pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e di rischi per la propria salute.
“Quest’anno la Giornata Mondiale della Salute – afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea – ricade proprio in un momento in cui il nostro Paese, e il mondo intero, è fortemente messo a dura prova da una pandemia che ci ha indotto a lottare, tutti i giorni, senza tregua, per preservare la vita e la salute di tutti. In prima linea medici e operatori sanitari che anche noi, come ha sottolineato il presidente Mattarella, ‘abbiamo visto lavorare fino allo stremo delle forze per salvare vite umane e molti di loro hanno pagato con la vita il servizio prestato ai malati‘“.
“Il mio pensiero e quello dell’organizzazione che rappresento – aggiunge Attanasio – non può che essere rivolto ai nostri medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario, ivi compresi coloro che mantengono puliti e sanificati i delicati reparti Covid-19. A tutti loro va la nostra profonda riconoscenza“.
“Come anche alle Forze dell’ordine, ai Vigili del fuoco, a quanti in questa “guerra” ci consentono di approvvigionarci dei beni essenziali e indispensabili, ai tanti psicologi che sostengono chi si abbatte, ai volontari mobilitati in azioni di solidarietà, perché la cura e la tutela della salute delle persone è un processo complessivo a più livelli e tutti insieme sono all’opera per poter affrontare le necessarie restrizioni per arginare e sconfiggere un nemico subdolo e invasivo“.
“La ricorrenza di oggi, in questo particolare momento – continua il numero uno della Cisl catanese – ci suggerisce quanto l’impegno civile e sociale di tutti sia fondamentale per la salvaguardia di un bene primario essenziale, che è la salute di tutti noi, come singoli e come comunità. Questa pandemia ci lascerà notevoli insegnamenti e dovremmo modificare molti dei nostri aspetti riguardanti l’assistenza sanitaria e il welfare.”
Per Attanasio “da un punto, però, occorrerà ripartire: dare il giusto valore a tutto il personale sanitario, dare a essi lavoro e contratti. Non immaginare che possano ancora essere i “polli di Renzo” in chiave moderna: farli beccare tra di loro mentre la situazione della sanità è drammatica. A loro deve andare il riconoscimento di aver risposto, a costo della propria incolumità fisica, al richiamo fatto dagli ospedali e dalle Asp”.
“Non ci sono più graduatorie ultradecennali che tengano! – conclude – È il momento giusto per dire basta a tale barbarie. A questi lavoratori devono essere riconosciuti titoli di preferenza e di precedenza nel reclutamento che ogni struttura pubblica dovrà operare. Siamo convinti che né i cittadini e né le istituzioni pubbliche competenti dimenticheranno il valore di questi validi lavoratori ed esperti professionisti della salute pubblica“.
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