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01.09.2026

SAC, scontro sui documenti della privatizzazione. Il Patto per la Sicilia orientale: “Due verbali, versioni incompatibili”

di Redazione | 4 min di lettura

Nel mirino le dichiarazioni rese dalla presidente Anna Maria Rita Quattrone davanti alla Commissione parlamentare e quelle della consigliera Francesca Garigliano all’Ars. Cannizzo: "Servono documenti, non comunicati". Il Patto valuta esposti e nuove iniziative formali

SAC, scontro sui documenti della privatizzazione. Il Patto per la Sicilia orientale: “Due verbali, versioni incompatibili”
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Due audizioni istituzionali, due dichiarazioni che il Patto per la Sicilia orientale considera incompatibili e una questione destinata a riaccendere lo scontro sulla procedura di privatizzazione della SAC. Al centro ci sono i documenti relativi all’operazione e, in particolare, gli atti e gli studi predisposti dagli advisor che avrebbero supportato la scelta di procedere alla cessione della maggioranza della società che gestisce gli aeroporti di Catania e Comiso.

Il Patto mette a confronto quanto dichiarato il 17 giugno 2026 dalla presidente del Consiglio di amministrazione SAC, Anna Maria Rita Quattrone, davanti alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità, e quanto riferito il 27 luglio dalla consigliera SAC Francesca Garigliano durante una seduta della IV Commissione Ambiente, Territorio e Mobilità dell’Assemblea regionale siciliana.

Quattrone: “Fornita una visione completa delle procedure”

Durante l’audizione parlamentare del 17 giugno, alla quale partecipò anche il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia Antonio Belcuore, il senatore Antonio Nicita pose una domanda sulla documentazione messa a disposizione dei componenti del CdA.

Nel resoconto stenografico citato dal Patto, Quattrone spiegò di essersi attivata, a seguito delle richieste avanzate da alcuni consiglieri, per inviare ulteriore documentazione rispetto a quella già in loro possesso, con l’obiettivo – secondo le sue parole – di fornire una «visione assolutamente completa di tutte le procedure».

Garigliano all’Ars: “Chiesti gli atti via Pec, ricevuta risposta negativa”

Il Patto richiama quindi quanto avvenuto quaranta giorni dopo, il 27 luglio, durante la seduta numero 222 della IV Commissione legislativa permanente dell’Ars, convocata sulla procedura di privatizzazione di SAC.

In quella sede la consigliera Francesca Garigliano, componente del CdA dal novembre 2025, avrebbe riferito di avere richiesto anche tramite Pec l’accesso ad alcuni atti, in particolare i contratti degli advisor e i documenti da questi prodotti, ritenendoli necessari per esercitare consapevolmente il proprio diritto di voto.

Secondo quanto riportato nel verbale richiamato dal comunicato, Garigliano avrebbe dichiarato di avere ricevuto risposta negativa, con la motivazione che non le sarebbero spettati atti relativi a decisioni alle cui votazioni non aveva partecipato.

Il Patto: “Una contraddizione che va chiarita con gli atti”

È proprio su questo punto che il Patto per la Sicilia orientale chiede chiarezza.

Secondo l’organizzazione, da una parte vi sarebbe l’affermazione della presidente Quattrone sulla disponibilità di una documentazione tale da fornire ai componenti del CdA una visione completa delle procedure; dall’altra, la dichiarazione della consigliera Garigliano sull’esistenza di richieste formali di documenti alle quali sarebbe stato opposto un diniego.

Il Patto ritiene che la questione possa essere verificata attraverso Pec, protocolli, allegati e risposte ufficiali e chiede quindi che siano gli atti a stabilire esattamente quale documentazione sia stata richiesta, trasmessa o eventualmente negata.

Il nodo degli studi degli advisor

Particolare attenzione viene riservata agli studi degli advisor, considerati dal Patto centrali per comprendere le ragioni alla base della privatizzazione.

Secondo il comunicato, proprio questi documenti dovrebbero contenere gli elementi utilizzati per sostenere che la cessione della maggioranza rappresenti la strada necessaria per garantire il futuro della società e reperire capitali privati.

Da qui gli interrogativi sollevati: perché, se questi studi costituiscono un elemento fondamentale della procedura, una componente del CdA avrebbe dichiarato di non averli ottenuti? E perché, chiede ancora il Patto, non sarebbero stati resi pubblici?

Cannizzo: “Le parole davanti al Parlamento restano a verbale”

Ad intervenire è Franz Cannizzo, promotore del Patto per la Sicilia orientale.

Due verbali ufficiali. Due organi parlamentari. Due versioni incompatibili di un fatto verificabile“, afferma Cannizzo, secondo il quale la vicenda deve essere chiarita attraverso la documentazione ufficiale.

Il Patto ricorda inoltre di avere trasmesso il 23 luglio a quindici destinatari istituzionali una serie di domande riguardanti proprio gli studi degli advisor e le motivazioni poste alla base della cessione della maggioranza, sostenendo di non avere ricevuto risposte entro il 22 agosto.

Valutati esposti e richiesta di una nuova audizione

La vicenda potrebbe adesso spostarsi anche su altri tavoli istituzionali. Il Patto annuncia infatti l’avvio di un confronto con i propri legali per valutare una serie di iniziative, precisando che si tratta al momento di azioni prospettate e non ancora di accertamenti giudiziari.

Tra queste figurano un possibile esposto alle Procure competenti di Catania e Palermo, l’integrazione di un esposto già presentato alla Corte dei Conti e della petizione alla Commissione PETI del Parlamento europeo.

Viene inoltre prospettata una richiesta alla Commissione parlamentare per il contrasto degli svantaggi derivanti dall’insularità affinché venga riaperta l’audizione sulla SAC, con l’acquisizione della documentazione utile a chiarire le dichiarazioni rese nelle due sedi istituzionali.

Lo stesso Patto precisa, infine, che il comunicato non formula accuse penali, ma pone questioni sulla base dei verbali delle due audizioni e chiede che la vicenda venga chiarita attraverso la verifica della documentazione ufficiale.

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