Nuova proposta per Corso Martiri della Libertà a Catania: più verde e residenze, meno commercio, un centro congressuale da 3mila posti.
Il professor Mario Casamonti, architetto incaricato da ISTICA San Berillo, ha illustrato al Consiglio comunale, convocato in seduta straordinaria dal presidente Sebastiano Anastasi su richiesta del sindaco Enrico Trantino, la nuova proposta progettuale per il completamento e la riqualificazione dell’area privata di Corso Martiri della Libertà, rimasta incompiuta dopo lo sventramento urbanistico degli anni Cinquanta del secolo scorso.
Aprendo i lavori, il sindaco Enrico Trantino, presente anche l’assessore all’urbanistica Luca Sangiorgio, ha evidenziato come la riqualificazione dell’area nasca da un’iniziativa privata rispetto alla quale il Comune svolge un ruolo di interlocutore attivo, ritenendo fondamentale il coinvolgimento dell’intera città e non soltanto del Consiglio comunale.
“L’Amministrazione -ha detto il primo cittadino- ha chiesto alla proprietà di ridurre significativamente le volumetrie destinate al commercio per evitare di gravare ulteriormente su una città che già oggi occupa il secondo posto in Europa per densità di centri commerciali. Al loro posto puntiamo a funzioni strategiche per la crescita di Catania: strutture alberghiere a quattro e cinque stelle, parcheggi sotterranei e un centro congressuale capace di ospitare fino a tremila persone, così da rilanciare il turismo congressuale. Un ruolo centrale avrà inoltre il verde pubblico, in particolare nell’area di piazza della Repubblica, con ampie alberature che si integreranno con quelle già in fase di realizzazione. L’obiettivo è dare vita a una rigenerazione urbana moderna capace di ricucire il tessuto sociale e territoriale tra San Berillo, la Civita, la stazione, il mare e il centro storico. Non siamo ancora di fronte a un progetto esecutivo, ma a un percorso aperto alla partecipazione pubblica e suscettibile di ulteriori modifiche sulla base delle osservazioni della comunità”.
Nel corso di un intervento durato quasi un’ora, Casamonti ha chiarito che le volumetrie complessive resteranno quelle previste dagli accordi sottoscritti nel 2012 e successivamente rinnovati nel 2022. La novità riguarda invece l’impostazione culturale e urbanistica dell’intervento, ispirata al concetto del “rammendo urbano” teorizzato da Renzo Piano, con l’obiettivo di ricucire una frattura che da oltre settant’anni interrompe la continuità del tessuto cittadino.
Rivolgendosi ai consiglieri comunali e alla numerosa rappresentanza di tecnici e forze sociali presenti in aula, il progettista ha spiegato che “l’obiettivo principale è ridurre al minimo l’impatto dell’intervento, facendo sì che il nuovo quartiere appaia come una naturale prosecuzione della città storica, con nuovi edifici immersi nel verde di un grande parco urbano abitato. La proposta recupera infatti il disegno originario della maglia cittadina, rispettandone i tracciati e ricostruendo gli isolati secondo una logica di continuità con il tessuto esistente, anziché sostituirlo con una nuova composizione architettonica”.
Elemento centrale del progetto sarà un ampio sistema di spazi pubblici e verde urbano, destinato a costituire il principale elemento ordinatore dell’intervento.
Attorno a questo sistema troveranno collocazione residenze, attività commerciali di vicinato, strutture ricettive, spazi per il lavoro, servizi e funzioni urbane integrate, così da garantire la vitalità del quartiere durante l’intero arco della giornata, oltre a un esteso sistema di parcheggi sotterranei.
L’obiettivo è quindi creare un nuovo pezzo di città nel quale il verde e gli spazi pubblici rappresentino il punto di connessione tra le diverse funzioni e contribuiscano alla ricucitura dell’area con il tessuto urbano esistente.
Tra le opere più significative figura il nuovo centro congressuale, concepito non come un unico edificio ma come un complesso articolato di sale integrate.
La struttura potrà ospitare complessivamente circa tremila persone, con una sala principale da millecinquecento posti affiancata da altri spazi di diversa capienza, in grado di rispondere alle differenti esigenze congressuali e culturali.
La nuova struttura viene quindi immaginata anche come uno strumento per rafforzare il turismo congressuale e ampliare l’offerta di Catania per grandi eventi, incontri e iniziative culturali.
Casamonti ha inoltre sottolineato come l’intervento punti a favorire la rinascita residenziale dell’area, oggi sostanzialmente disabitata pur essendo già servita da importanti infrastrutture quali metropolitana e stazione ferroviaria.
Secondo il progettista, il nuovo assetto urbanistico potrà innescare un processo di rigenerazione dell’intero quartiere, riportando famiglie e nuove attività in una zona rimasta incompiuta per decenni.
L’idea è dunque quella di restituire una funzione urbana a un’area strategica, sfruttando anche la vicinanza con i principali nodi del trasporto pubblico.
Particolare attenzione è stata dedicata anche alla mobilità.
Corso Martiri della Libertà diventerà un grande asse pedonale continuo, mentre il traffico veicolare sarà riorganizzato lungo la viabilità perimetrale attraverso un sistema ad anello e un nuovo rondò destinato a migliorare la fluidità della circolazione, eliminando alcuni degli attuali punti di congestione.
L’intervento rafforzerà inoltre l’integrazione con la stazione ferroviaria, la metropolitana, la Ferrovia Circumetnea e il trasporto pubblico locale, trasformando l’area in una nuova porta di accesso al mare e alla città.
2Il progetto nasce con l’obiettivo di ricostruire il tessuto storico della città. Non introduce un elemento autoreferenziale nel contesto urbano, ma punta a ricomporre l’identità di un luogo dalla storia straordinaria, segnato da una ferita rimasta aperta per oltre ottant’anni e che oggi deve essere finalmente sanata. Il confronto con l’Amministrazione è stato serrato, intenso e costruttivo. La proprietà ha recepito le indicazioni emerse, affidandoci il compito di immaginare un nuovo spazio urbano inclusivo, caratterizzato da un’ampia presenza di verde e capace di ristabilire il collegamento tra il mare, la stazione e il centro della città. Dopo tanti anni auspichiamo che i tempi possano essere brevi, perché Catania e i suoi cittadini hanno bisogno di risposte concrete. Il programma prevede tre unità minime di intervento, ciascuna della durata stimata di tre anni, ma potranno essere avviate anche contemporaneamente”.
Al termine della presentazione sono intervenuti nel dibattito i consiglieri comunali: Graziano Bonaccorsi, Piermaria Capuana, Erio Buceti, Bruno Brucchieri, Giovanni Magni, Giuseppe Nicotra, Damien Bonaccorsi.
Prossimamente si aprirà la Conferenza dei servizi, durante la quale il progetto sarà sottoposto alla valutazione delle amministrazioni e degli enti competenti.
La nuova proposta entra così nella fase di confronto istituzionale e pubblico, con l’obiettivo di definire il futuro di un’area strategica per la trasformazione urbanistica di Catania.