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09.09.2026

Frana di Niscemi, la protesta degli esercenti: “19mila euro non bastano, non possiamo più lavorare”

di Redazione | 1 min di lettura

Gli imprenditori che hanno perso le proprie attività dopo la frana di gennaio incontrano il commissario nazionale Fabio Ciciliano ed espongono cartelli di protesta. "Ci aiutino come stanno facendo con chi ha perso la casa"

Frana di Niscemi, la protesta degli esercenti: “19mila euro non bastano, non possiamo più lavorare”
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Non possono ridurre anni di lavoro a una semplice liquidazione di 19mila euro e poi a un prestito per indebitarci ancora di più. Noi non possiamo più lavorare“. È il grido degli esercenti di Niscemi, nel Nisseno, che hanno perso le proprie attività economiche a causa della frana dello scorso gennaio.

La protesta è stata manifestata durante l’incontro con il commissario nazionale Fabio Ciciliano, al quale gli operatori economici hanno rappresentato le difficoltà che continuano ad affrontare a mesi dall’emergenza.

Cartelli di protesta durante l’incontro

Gli esercenti hanno esposto alcuni cartelli di protesta, chiedendo interventi economici che consentano loro di ripartire e contestando le misure previste per chi non è più nelle condizioni di proseguire la propria attività.

Abbiamo famiglie, figli, non abbiamo più il nostro lavoro e veniamo trattati in questo modo. Ci aiutino come stanno facendo per chi ha perso la casa“, hanno spiegato gli operatori.

Al centro delle contestazioni c’è la prospettiva di una liquidazione da 19mila euro, giudicata insufficiente rispetto ai danni subiti, insieme alla possibilità di ricorrere a un prestito che, secondo gli esercenti, rischierebbe soltanto di aumentare il loro indebitamento.

Ciciliano: “Valutiamo soluzioni per le attività che non possono essere delocalizzate”

Sulla situazione è intervenuto il commissario nazionale Fabio Ciciliano, che ha assicurato come la condizione delle imprese colpite sia oggetto di valutazione.

Stiamo valutando soluzioni per quelle attività che non è stato possibile delocalizzare“, ha dichiarato Ciciliano.

Resta dunque aperta la questione delle attività economiche travolte dalle conseguenze della frana, con commercianti e imprenditori che chiedono risposte e sostegni in grado di consentire loro di ricostruire il proprio futuro lavorativo.

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