SICILIA – Aumentano in media quasi del 60% rispetto all’anno scorso i costi dei voli per tornare in Sicilia durate le festività.
La causa è da ricercarsi nella guerra in Medio Oriente, i cui effetti si percepiscono soprattutto sul rincaro del carburante usato per i voli che ha registrato aumenti dell’87% in due settimane, raggiungendo il livello più alto dall’inizio della guerra in Ucraina.
Voli Sicilia, costi dei biglietti insostenibili
I presagi di questa Pasqua non sembrerebbero essere dei migliori: l’impatto della guerra in Medio Oriente infatti lo percepiamo in maniera significativa qui in Sicilia. L’ultima novità è l’aumento del prezzo del carburante usato per gli arei, incrementato quasi del 87% in due settimane. Le conseguenze ovviamente si notano nel rincaro dei costi dei biglietti aerei: alcune tratte infatti sono aumentate talvolta del 60% rispetto all’anno scorso. Ciò impedisce a molti siciliani di tornare a casa per le feste e di stare con i propri cari.
La ricerca, condotta da Assoutenti, analizza in particolare l’andamento delle tariffe per i voli nazionali nel periodo 2025/2026 praticate nelle due settimane a cavallo di Pasqua.
Il rincaro più elevato si registra sul collegamento Milano Malpensa-Brindisi: il costo del biglietto sale del 60% rispetto a Pasqua del 2025. O ancora per volare da Genova a Catania l’aumento sfiora il 36%, +35% sulla tratta Venezia-Brindisi, +28% per Torino-Brindisi, +25% sulla Milano Linate-Cagliari. Si spende il 23% in più per volare da Bologna a Palermo, +22% da Venezia a Catania.
Gli unici biglietti a registrare una diminuzione rispetto allo scorso anno sono quelli relativi al collegamento Milano Linate-Brindisi e Pisa-Catania (-14%), Torino-Lamezia Terme (-11%), e Pisa-Brindisi (-6,8%).
I costi dei voli perciò arrivano a superare in alcune tratte, andate e ritorno, i 500 euro a passeggero. Ad esempio partendo da Milano Linate e atterrando a Catania o a Cagliari, il biglietto parte da 577 euro, mentre si spende un minimo di 545 euro da Genova a Catania.
Le parole del presidente Gabriele Melluso
“I prezzi dei voli stanno salendo in modo repentino e non solo per l’effetto Pasqua e la maggiore domanda da parte dei cittadini che tornano a casa durante le feste. Come avevamo previsto nelle settimane scorse, la crisi in Medio Oriente si sta riversando sulle tariffe aeree praticate all’utenza, attraverso rincari generalizzati che risentono dei maggiori costi in capo alle compagnie: il carburante usato per i voli ha registrato infatti aumenti dell’87% in due settimane, raggiungendo il livello più alto dall’inizio della guerra in Ucraina. Costi che vengono scaricati sui consumatori finali attraverso un incremento delle tariffe aeree e che minano il diritto dei cittadini alla continuità territoriale sancito dall’art. 119 della Costituzione”, conclude Melluso.



