Negli ultimi anni il numero di giovani che decidono di lasciare il Mezzogiorno per spostarsi nell’Italia settentrionale aumenta di anno in anno; secondo dati recenti dell’Istat, nel 2023-24, sono stati circa 241 mila.
Si tratta di una scelta di libertà e autonomia, oppure di una ricerca necessaria di opportunità che vengono a mancare nella terra natale?
Le motivazioni sono molte e complesse. Sempre più giovani meridionali si sentono oppressi in un sistema troppo poco modernizzato, che non gli permette di sfruttare a pieno le proprie potenzialità.
Anche dopo aver conseguito una laurea, spesso diventa una sfida ardua trovare opportunità lavorative stabili, nè retribuite adeguatamente.
Questo fenomeno, con annesse conseguenze, fa parte di un contesto di disuguaglianze che da sempre colpisce gli abitanti del Sud e delle isole. Col tempo si è creato un forte divario negli investimenti, le infrastrutture e l’economia, fattori che hanno sicuramente influenzato le scelte dei giovani, spesso incerti sul proprio futuro.
Conseguenza di questi continui trasferimenti è lo spopolamento progressivo della popolazione, insieme al significativo aumento dell’età media. Una comunità senza giovani talenti, però, non può definirsi tale. Senza questi ultimi sarà impossibile lo sviluppo e il raggiungimento di pari opportunità.
Inoltre, in questo ambito, è fondamentale il ruolo delle istituzioni e della politica. Di recente sono stati proposti diversi interventi finalizzati a conseguire le pari opportunità tra Nord e Sud, ma nonostante ciò i cambiamenti concreti sono stati pochi, se non nulli. Investimenti maggiori su istituzioni e infrastrutture potrebbero davvero rappresentare un punto di svolta.
È sottovalutata anche la “doppia vita” che i giovani meridionali si trovano a vivere; da un lato c’è l’affetto per la famiglia, che per nessun motivo si vorrebbe lasciare, ma dall’altro matura l’idea di doversi spostare per avere un vero futuro. Ciò rende la scelta di partire non solo pratica, ma anche emotiva.
Questa è un’emergenza che non può essere sottovalutata. Per il bene del nostro Paese è necessario colmare le disuguaglianze strutturali, permettendo ai giovani di restare per scelta, non perché non hanno alternative.
Non interessarsi alle opportunità delle nuove generazioni è creare una società destinata a crollare col tempo.
Maria Paola Guzzardi 4°B – Liceo Classico Nicola Spedalieri – Catania (CT)