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04.11.2022

Occupazione femminile in Sicilia ancora troppo bassa

di Redazione
Occupazione femminile in Sicilia ancora troppo bassa

Secondo l’Istat, nel 2021 l’occupazione, fra i 15 e i 64 anni, cresce a Palermo dell’1,3%, calando però numericamente, per la diminuzione dei residenti. Questo balzo in avanti è dovuto in gran parte a un aumento dell’occupazione femminile, che cresce di circa 4000 unità. Il tasso di occupazione delle donne rimane comunque in questa città ben al di sotto di quella maschile. La differenza è in percentuale di circa il 17%, con un 34% delle donne e oltre il 51% degli uomini occupati.

Rapporto tra occupazione e stereotipi

In tutta Italia, la differenza di genere per quanto riguarda l’occupazione è a sfavore delle donne. Le regioni che contano meno donne diplomate sono anche quelle con meno donne occupate. 

La percentuale di donne in possesso di diploma o laurea è in costante aumento, ma con percentuali molto diverse fra le regioni. In Sicilia c’è una grande variabilità, con minimi del 62% a Catania e 64% a Palermo, al censimento 2011. Spiccano alcuni comuni, come Enna e Agrigento, con una percentuale di diplomate che sfiora l’80%.

Due indagini condotte dal Cnr dimostrano che durante l’infanzia si verifica un’accentuata adesione a ruoli di genere stereotipati, con lo sviluppo della convinzione che i ruoli apicali nel lavoro e le attitudini al comando siano prerogative maschili, mentre alla donna sono riservati compiti di cura della casa e dei figli. 

Questi stereotipi vengono acquisiti in famiglia fin dai primi anni, e solo durante l’adolescenza vengono superati, con l’apporto decisivo della scuola e dell’istruzione. Una parte di queste convinzioni può permanere e limitare la realizzazione professionale delle donne, anche influenzando la scelta dell’indirizzo degli studi. 

Istruzione e lavoro

Capita spesso che le ragazze lasciano gli studi senza aver conseguito un titolo che consenta un agevole accesso al mondo del lavoro. Avere già una famiglia e dei figli rende abbastanza difficoltoso iniziare o riprendere il percorso universitario. 

In questi casi, l’iscrizione a una delle numerose università online tra le tante riconosciute dal Miur può aiutare notevolmente a conciliare lo studio con gli impegni familiari. Il piano nazionale di ripresa e resilienza ha tra le sue priorità il conseguimento della parità generazionale e di genere, che si traduce nella necessità di evitare l’abbandono scolastico e incentivare gli studi tecnici e scientifici per le giovani donne.

In definitiva, l’istruzione femminile risulta avere un impatto determinante per l’occupazione, non solo in maniera diretta, ma anche scardinando pregiudizi e stereotipi e aumentando la consapevolezza dei propri diritti.