Accolta la richiesta dei familiari di Ernesto Celauro: risarcimento per moglie e figlia
Il Tribunale di Agrigento ha riconosciuto la responsabilità sanitaria dell’Asp di Agrigento per la morte di Ernesto Celauro, il pensionato settantenne deceduto alla fine del 2017 dopo un ricovero all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì.
Con una sentenza firmata dal giudice Luigi Vivacqua, è stata accolta la domanda di risarcimento avanzata dai familiari dell’uomo, assistiti dall’avvocato Giuseppe Incardona del Foro di Palermo.
Nelle motivazioni della sentenza, il magistrato evidenzia l’esistenza di un nesso causale tra il decesso del paziente e il comportamento tenuto dal personale sanitario dell’Unità operativa di Chirurgia generale dell’ospedale di Canicattì.
“Sussiste un nesso di causalità tra il decesso di Ernesto Celauro e la condotta posta in essere dal personale sanitario”, scrive il giudice, definendo l’operato dei medici “negligente e imperito” per non aver individuato tempestivamente la causa del processo infettivo riconducibile, secondo la ricostruzione giudiziaria, a una probabile perforazione acuta di un organo e a un’appendicite.
Celauro, che aveva lavorato per circa trent’anni proprio nello stesso presidio ospedaliero, si era recato al pronto soccorso dopo un malore ed era stato ricoverato.
Secondo quanto emerso nel corso del procedimento, il paziente non sarebbe stato sottoposto ad adeguati esami diagnostici, in particolare a una Tac che avrebbe potuto evidenziare la presenza della raccolta infettiva e monitorarne l’evoluzione.
Per il Tribunale, la morte del settantenne è “da addebitare alla mancata esecuzione degli accertamenti diagnostico-strumentali”.
Come sottolineato dall’avvocato Incardona, il comportamento definito attendista avrebbe comportato un progressivo aggravamento delle condizioni cliniche del paziente.
Nel corso della degenza, Celauro venne trasferito dall’ospedale di Canicattì a quello di Sciacca, dove però morì dopo un ricovero complessivo durato sedici giorni.
La sentenza riconosce il diritto della moglie e della figlia della vittima a ottenere il risarcimento del danno parentale subito a causa della perdita del proprio congiunto.
Sarà ora l’Asp di Agrigento a dover provvedere al ristoro economico stabilito dal Tribunale, chiudendo una vicenda giudiziaria iniziata dopo la morte del pensionato avvenuta nel 2017.