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03.06.2026

Accademia di belle arti di Catania, Giulio Interlandi diventa il primo dottore di ricerca

di Stagisti 2018 | 3 min di lettura

Quanto e in che modo le tecnologie interattive di tipo immersivo possono portare a una maggiore fruizione della cultura?

Accademia di belle arti di Catania, Giulio Interlandi diventa il primo dottore di ricerca
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L’Accademia di belle arti di Catania può ora vantare il suo primo Dottore di ricerca (PhD). Si tratta di Giulio Interlandi, la cui tesi apre nuove prospettive per i musei contemporanei: uno studio pionieristico
che indaga come tecnologie immersive e sistemi interattivi possano trasformare il rapporto tra visitatore, spazio espositivo e opera d’arte, ridefinendo le modalità di fruizione e l’esperienza culturale, emotiva e percettiva del pubblico.

Il primo Dottore di ricerca dell’Accademia di belle arti di Catania

Giulio Interlandi, presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata, ha discusso l sua tesi di III livello dal titolo: “Approcci immersivi ed ‘enattivi’ all’esperienza museale dedicata al rapporto tra tecnologie immersive, progettazione museale e fruizione dell’opera d’arte“. Ha ottenuto il massimo dei voti che, nelle tesi di PhD, corrisponde a “Eccellente qualità con lode”. La tesi è stata discussa sotto la guida di Vittorio Ugo Vicari in qualità di relatore, con Lorenzo Di Silvestro e Ambra Stazzone come co-tutor.

Per il sistema AFAM italiano e per l’Accademia di belle arti di Catania l’accaduto rappresenta un traguardo storico e simbolico, in quanto testimonia l’ingresso delle Accademie italiane nel sistema della ricerca di terzo livello, (era il 38° nel 2022) anche se solo in convenzione, in attesa di uno specifico quadro normativo successivamente definito dal DM 470/24.

In questa fase, per volontà del Direttore Gianni Latino, di Vittorio Ugo Vicari e dell’amministrazione dell’istituto, l’Accademia ha preso parte a un consorzio dottorale coordinato dall’Università di Roma Tor Vergata e composto da università italiane e straniere, quattro Accademie di belle arti italiane (Firenze, Lecce, Macerata e Roma), dall’ISIA di Roma, dall’ISPRA e dalla Fondazione MAXXI.

All’interno del Dottorato di ricerca in Scienze del patrimonio culturale, l’Accademia catanese ha
attivato una borsa dedicata al curriculum New media per la comunicazione e la valorizzazione del
patrimonio artistico, vinta proprio da Giulio Interlandi.

Il percorso di Interlandi e lo spunto di riflessione che ci lascia

La tesi di Interlandi ha risposto a una domanda interessante per le pratiche museologiche, museografiche e curatoriali: Quali sono i vantaggi dal punto di vista espositivo, esperienziale e organizzativo che le tecnologie interattive di tipo immersivo e i sistemi ‘enattivi’ possono portare alla fruizione della cultura? E cosa significa ‘enattivo’?

Il concetto di ‘enazione‘ definisce l’esperienza estetica e creativa un processo in cui mente, corpo e opera d’arte interagiscono simultaneamente e costantemente. In tal modo è quindi possibile conoscere l’arte in maniera “attiva” e partecipe. Si tratta, dunque, di una ricerca al crocevia tra scienze umane, design e tecnologie applicate.

La ricerca applicata di Interlandi

Per dimostrare la sua tesi, nei tre anni di ricerca applicata Interlandi ha analizzato diversi casi studio su differenti piani: due che riguardano l’allestimento museale permanente di un’importante opera d’arte medievale (Il Trionfo della morte di Palazzo Abatellis a Palermo) e di tre opere d’arte contemporanea tra XX e XXI secolo: Senza titolo (1993) di Jannis Kounellis, Artificio (2003-2005) di Francesco Simeti, Raíces (2015) di Regina José Galindo, tutte e tre al Palazzo Riso a Palermo.

Un’ulteriore pratica è Through the Artwork: esperienza di social virtual reality progettata per gli spazi della Galleria d’arte moderna di Catania e sperimentata dal 18 gennaio al 17 marzo 2024 in seno alla mostra 1968–2023 Tra figurazione e segno. Incisione e incisori dell’Accademia di belle arti di Catania, a cura di Laura Ragusa.

Le sperimentazioni hanno consentito di raccogliere, in forma anonima e digitale, dati relativi alle reazioni emotive e percettive dei visitatori, successivamente elaborati per sviluppare nuove prospettive museologiche e museografiche orientate al miglioramento dell’esperienza dell’opera d’arte.

Il prossimo 10 giugno, nel corso di una cerimonia che si terrà a Palermo, verranno presentati ufficialmente i risultati della ricerca. Quest’ultimi saranno poi consegnati alle direzioni del Museo Riso e di Palazzo Abatellis.

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