L’Associazione dei Consumatori rilancia la proposta di un piano permanente per la continuità aeroportuale. Micalizzi: "Il rischio è conosciuto da decenni, occorre capire perché determinate soluzioni strutturali non siano state ancora realizzate"
“L’Etna continuerà a eruttare. La vera questione è capire se la Sicilia debba continuare, ogni volta, a comportarsi come se non fosse mai successo prima”. Parte da questa considerazione la nuova iniziativa di Consitalia – Associazione dei Consumatori d’Italia con Fabio Micalizzi Presidente, che chiede un cambio di passo nella gestione delle conseguenze dell’attività vulcanica sul sistema aeroportuale della Sicilia orientale.
L’associazione rilancia la proposta di un Piano pubblico permanente di continuità aeroportuale Catania-Comiso, capace di entrare in funzione prima che migliaia di passeggeri si trovino alle prese con cancellazioni, limitazioni dei voli e difficoltà nei collegamenti.
Per Consitalia il problema non riguarda soltanto la società di gestione o l’aeroporto di Catania, ma coinvolge Regione Siciliana, Enac, compagnie aeree, sistema aeroportuale, trasporto ferroviario e su gomma, Protezione Civile ed enti territoriali, oltre agli altri soggetti pubblici e privati coinvolti nella mobilità di cittadini e turisti.
Consitalia parte da una distinzione: è impossibile conoscere con largo anticipo il momento esatto in cui un’eruzione potrà interferire con il traffico aereo, ma l’esistenza del rischio vulcanico è nota e costantemente monitorata.
Proprio per questo, secondo l’associazione, autobus sostitutivi, treni straordinari, aeroporti alternativi, assistenza ai viaggiatori e protocolli di comunicazione non possono essere organizzati soltanto quando l’emergenza è già in corso.
“Devono esistere prima“, è la posizione di Consitalia.
Uno dei punti centrali riguarda il rapporto tra gli aeroporti di Catania e Comiso.
Da anni, osserva l’associazione, si parla di un sistema aeroportuale della Sicilia orientale, ma perché possa essere realmente definito tale è necessario che i due scali siano in grado di supportarsi e sostituirsi nelle situazioni di maggiore criticità.
Quando Fontanarossa subisce limitazioni legate all’attività dell’Etna, Comiso dovrebbe essere nelle condizioni di assorbire immediatamente una quota significativa e già programmata del traffico.
Per raggiungere questo obiettivo servono piazzole, personale, servizi di handling, infrastrutture, collegamenti terrestri e accordi preventivi con le compagnie aeree.
Da qui la proposta di ricondurre gli investimenti destinati a Comiso all’interno di un Piano pubblico di continuità aeroportuale Catania-Comiso, con obiettivi, tempi, risorse e responsabilità chiaramente definiti.
Consitalia pone anche una questione economica. Ogni significativa interruzione o limitazione del traffico aereo produce conseguenze che vanno ben oltre gli aeroporti.
A risentirne possono essere alberghi, ristoranti, autonoleggi, commercio, escursioni, servizi turistici, trasporti, viaggi d’affari e intere filiere produttive.
L’associazione propone quindi la realizzazione di uno studio economico indipendente che quantifichi il costo annuale delle interruzioni e delle limitazioni operative riconducibili al rischio vulcanico.
I risultati, secondo Consitalia, dovrebbero essere pubblici, in modo da poter confrontare il costo dell’inazione con quello degli investimenti necessari alla prevenzione.
Un altro intervento proposto riguarda la creazione di un protocollo permanente e graduato da attivare quando gli organismi tecnico-scientifici segnalano condizioni potenzialmente in grado di incidere sul traffico aereo.
Il sistema dovrebbe prevedere preallerta delle compagnie, verifica immediata della capacità operativa di Comiso, predisposizione dei mezzi e dei collegamenti alternativi, informazione preventiva ai passeggeri e, quando necessario, trasferimento programmato di parte dei voli.
“Non una riunione convocata per capire cosa fare, ma procedure già scritte che stabiliscano chi deve fare cosa, quando e con quali risorse“, sottolinea l’associazione.
Consitalia propone anche accordi quadro preventivi con operatori ferroviari e società di trasporto su gomma per assicurare collegamenti straordinari tra Catania, Comiso e Palermo.
Capacità dei mezzi, tariffe, modalità di attivazione e responsabilità economiche dovrebbero essere stabilite prima dell’emergenza.
Il passeggero interessato dalla cancellazione o dal trasferimento del proprio volo dovrebbe ricevere automaticamente le informazioni necessarie per raggiungere lo scalo alternativo e, quando previsto, il relativo voucher.
“Il cittadino non può essere trasformato nel coordinatore della propria emergenza“, evidenzia Consitalia.
Tra le proposte figura inoltre una piattaforma digitale unica, multilingue e aggiornata in tempo reale, collegata ai diversi soggetti coinvolti nella gestione dell’emergenza.
Il viaggiatore dovrebbe poter conoscere immediatamente se il proprio volo partirà, da quale aeroporto, come raggiungere eventualmente un altro scalo, a che ora e chi sosterrà i costi dello spostamento.
Secondo Consitalia, un sistema moderno non può costringere migliaia di persone a cercare informazioni frammentarie tra siti internet, social network e call center.
Ma l’associazione apre anche un’altra questione.
Se il rischio vulcanico è conosciuto, gli episodi sono ricorrenti e le conseguenze economiche possono essere rilevanti, Consitalia ritiene legittimo domandarsi perché determinate soluzioni strutturali non siano state ancora realizzate o pienamente attuate.
L’associazione precisa che non si tratta di formulare accuse, ma di comprendere se negli anni vi siano stati ritardi, inefficienze, sovrapposizioni di competenze, decisioni non attuate o eventuali anomalie amministrative.
E, qualora dovessero emergere elementi concreti, Consitalia ritiene necessario verificare anche l’eventuale esistenza di interessi, conflitti o intrecci economici e societari non conosciuti dall’opinione pubblica che possano avere inciso sulle scelte relative allo sviluppo coordinato degli aeroporti siciliani e dei collegamenti.
Per l’associazione la trasparenza rappresenta una garanzia sia per i cittadini sia per gli amministratori e gli operatori che hanno agito correttamente.
Qualora dalla ricostruzione degli atti dovessero emergere circostanze meritevoli di approfondimento, Consitalia auspica che gli organi amministrativi, contabili e, ove ne ricorrano i presupposti, l’Autorità giudiziaria effettuino le verifiche di rispettiva competenza.
L’associazione precisa di non voler formulare anticipatamente giudizi di responsabilità penale, ma rivendica il diritto della società civile di segnalare problemi, chiedere documenti e pretendere risposte.
Il messaggio che Consitalia vuole rivolgere alle istituzioni è netto: il problema esiste, è conosciuto e produce conseguenze per migliaia di passeggeri e per l’economia del territorio.
“Non una minaccia. Non un’accusa. Ma una presa d’atto“, sottolinea l’associazione.
Da qui la richiesta affinché le possibili soluzioni vengano valutate e siano ricostruite anche le ragioni per cui, fino a oggi, non sia stato realizzato un sistema strutturale ritenuto sufficientemente efficace.
La conoscenza generale del problema, precisa Consitalia, non equivale alla conoscenza di eventuali illeciti e non può da sola determinare responsabilità. Impone però di “verificare, programmare e documentare ciò che viene fatto“.
Consitalia propone infine l’istituzione di un Osservatorio permanente sulla continuità aeroportuale e sulla tutela degli utenti della Sicilia orientale, aperto alle associazioni dei consumatori, alle categorie produttive, ai rappresentanti dei lavoratori e agli altri soggetti interessati.
L’organismo dovrebbe monitorare le limitazioni e le chiusure degli aeroporti, il numero di voli e passeggeri coinvolti, i tempi di ripristino, il funzionamento dei trasporti alternativi, gli investimenti e i finanziamenti pubblici, i tempi di realizzazione degli interventi e i reclami degli utenti. I risultati dovrebbero essere pubblicati periodicamente.
L’obiettivo, conclude l’associazione, non è impedire all’Etna di eruttare, ma evitare che ogni eruzione significativa si trasformi automaticamente in una crisi dei trasporti.
La richiesta finale è quella di “aprire gli atti, ricostruire le decisioni, verificare gli investimenti, individuare ciò che non ha funzionato e costruire finalmente un sistema permanente di prevenzione“.
Perché, sottolinea Consitalia, la prossima eruzione arriverà e “questa volta nessuno potrà dire che il problema non era conosciuto“.