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17.08.2026

Cenere dell’Etna e caos voli, CNA Sicilia: “Serve un piano strategico per tutti gli aeroporti dell’Isola”

di Redazione | 4 min di lettura

L’associazione chiede di superare la gestione delle emergenze e creare un protocollo multi-scalo tra Catania, Comiso, Palermo e Trapani

Cenere dell’Etna e caos voli, CNA Sicilia: “Serve un piano strategico per tutti gli aeroporti dell’Isola”
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Basta emergenze gestite “in ordine sparso” ogni volta che la cenere dell’Etna condiziona l’operatività dell’aeroporto di Catania. Serve un piano strutturale che coinvolga stabilmente gli scali di Comiso, Palermo e Trapani e garantisca la continuità dei collegamenti anche durante le crisi vulcaniche.

È la richiesta avanzata da CNA Sicilia, che interviene sulle ripetute limitazioni che nelle ultime settimane hanno interessato l’aeroporto di Catania-Fontanarossa a causa della cenere prodotta dall’attività eruttiva dell’Etna.

Secondo l’associazione, le interruzioni che hanno interessato anche la settimana di Ferragosto hanno determinato pesanti conseguenze economiche per il comparto turistico e commerciale della Sicilia orientale, rendendo ormai indispensabile un cambio di strategia.

“Comiso, Palermo e Trapani non siano ruote di scorta”

Di fronte a un fenomeno destinato a ripetersi, CNA Sicilia chiede alla società di gestione SAC, insieme alle istituzioni regionali e nazionali, di abbandonare la logica della risposta emergenziale e predisporre un piano strutturale capace di trasformare il sistema aeroportuale siciliano in una rete integrata e resiliente.

Al centro della proposta c’è il potenziamento e la piena integrazione degli aeroporti di Comiso, Palermo e Trapani, che dovrebbero diventare alternative operative stabili in caso di difficoltà a Fontanarossa e non essere utilizzati soltanto come «ruote di scorta» durante le emergenze.

Scivoli: “Ogni giornata persa pesa sulle piccole imprese”

Non possiamo più permetterci che ogni eruzione diventi un’emergenza gestita in ordine sparso“, afferma il presidente di CNA Sicilia Filippo Scivoli.

A pagare il prezzo delle ripetute criticità, sottolinea, è soprattutto il tessuto produttivo legato al turismo.

Il sistema delle imprese turistiche e ricettive sta pagando un prezzo altissimo in termini di immagine e mancati incassi. Il nostro territorio vive di flussi turistici concentrati nei mesi estivi, e ogni giornata persa pesa in modo sproporzionato sui bilanci delle piccole imprese“.

Per CNA, Comiso può assumere un ruolo centrale nella gestione delle emergenze che interessano lo scalo etneo.

“Comiso esiste, ha piste e infrastrutture adeguate e può essere integrato in un piano coordinato. Allo stesso modo, Trapani non può restare uno scalo di secondo piano: ha potenzialità inespresse che vanno valorizzate per alleggerire la pressione sugli altri aeroporti”, aggiunge Scivoli.

Un protocollo multi-scalo per la Sicilia

La richiesta è quella di creare un vero protocollo multi-scalo, attraverso investimenti e una programmazione preventiva che consenta agli aeroporti siciliani di operare come parti di un unico sistema nelle situazioni di crisi.

“Serve la volontà politica e gestionale di investire su questi scali, andando oltre le risorse già stanziate, e di creare un vero protocollo multi-scalo che garantisca continuità territoriale anche in situazioni di crisi“, sottolinea il presidente regionale di CNA.

Ristori alle imprese danneggiate dalle chiusure

Ma CNA Sicilia pone anche il problema dei danni economici già subiti dalle aziende e chiede un intervento immediato.

L’associazione sollecita un provvedimento di ristoro per le imprese del comparto turistico, ricettivo e della filiera logistica che possano documentare perdite riconducibili alle ripetute criticità dello scalo catanese.

Tra le misure richieste figurano indennizzi per voli cancellati, mancate presenze nelle strutture alberghiere, contratti di noleggio e servizi interrotti, oltre all’introduzione di un credito d’imposta straordinario per le piccole e medie imprese colpite.

L’obiettivo indicato da CNA è quello di erogare gli aiuti entro la fine della stagione estiva, evitando che le perdite accumulate possano mettere in difficoltà interi comparti dell’economia locale.

Giglione: “Il sistema mostra tutta la sua fragilità”

Sulla necessità di una strategia complessiva interviene anche il segretario regionale di CNA Sicilia Piero Giglione.

Quanto sta accadendo a Catania, a Comiso e, più in generale, all’intero sistema dei collegamenti aerei dell’Isola dimostra in modo plastico la fragilità di un sistema che fa affidamento quasi esclusivamente su uno scalo geograficamente esposto a un fenomeno naturale come l’Etna“, afferma.

Secondo Giglione, limitarsi a trasferire il traffico verso Palermo non può rappresentare la soluzione definitiva, anche per il rischio di sovraccaricare lo scalo Falcone-Borsellino.

“Potenziamento di tutti gli aeroporti siciliani”

Per CNA occorre quindi intervenire contemporaneamente su Catania, Palermo, Comiso e Trapani, affiancando al potenziamento degli scali collegamenti terrestri rapidi ed efficienti.

“Occorre un piano strategico che preveda un potenziamento effettivo di tutti gli aeroporti siciliani – Catania, Palermo, Comiso e Trapani – con collegamenti rapidi e infrastrutture di trasporto terrestre all’altezza di una regione che vive di turismo“, aggiunge Giglione.

La richiesta finale è rivolta al Governo nazionale, alla Regione Siciliana, all’ENAC e ai gestori aeroportuali, affinché venga convocato un tavolo con le categorie economiche per definire in tempi rapidi un intervento straordinario sul sistema aeroportuale e un fondo di ristoro per le attività danneggiate.

Per CNA Sicilia, dunque, la sfida non è più soltanto gestire la prossima emergenza provocata dall’Etna, ma costruire prima che si verifichi una rete aeroportuale capace di garantire alla Sicilia continuità dei collegamenti, tutela dei passeggeri e salvaguardia delle imprese.

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