L'ex senatore era stato condannato per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa
Respinta la richiesta arrivata dalla Procura alla Corte dei conti di risarcimento di 1 milione e 800 mila euro da parte dell’ex senatore Antonio D’Alì, ritenuto responsabile di presunto danno di immagine allo Stato.
Accolte le tesi degli avvocati difensori dell’ex senatore, secondo i quali D’Ali avrebbe commesso il reato di concorso esterno in associazione mafiosa in data precedente all’entrata in vigore della nuova norma, che comportava l’ulteriore capo d’accusa di danno d’immagine.
Condannato a sei anni D’Alì sta scontando nel carcere di Opera la sua pena, confermata dalla Cassazione nel 2022. Il politico trapanese è stato sottosegretario dal 2001 al 2006 e secondo l’accusa mise il suo ruolo a disposizione di capimafia storici, tra cui Matteo Messina Denaro e Salvatore Riina. Per la procura il danno pecuniario all’immagine corrispondeva agli stipendi percepiti da Dalì fra il 1994, anno cui risale la sua elezione a parlamentare, e il 2006.