Ricordate quando la favolosa pubblicità distopica di Meta durante il Superbowl 2022 rappresentava la meraviglia del mondo virtuale? L’entusiasmo per questa idea così futuristica degli avatar perfetti sembra essersi affievolita. Ecco il perché.
Se si digita la parola “metaverso” su Google Trends si scopre che il traffico basato sulla ricerca di questa parola è crollato di circa l’80% nel 2023. Al giorno d’oggi, una delle parole più ricercate è AI, Intelligenza Artificiale, quella in grado di generare dati, testi e immagini. Finita, dunque, l’era della realtà virtuale? Strano ma vero, così sembra e anche gli operatori dei casinò live AAMS sono stati costretti a ripensare a quello che sembrava essere il futuro prossimo. I migliori casinò live, infatti, hanno sì tanti tavoli e giochi in tempo reale ma restano all’interno delle piattaforme tradizionali. Gli operatori online con gioco in live, quindi, sono sì molto presenti sul mercato ma sempre attraverso i siti legali già esistenti. Non troppi stravolgimenti, dunque, non quelli che ci si aspettava.
Cosa pensano gli investitori di Meta?
La situazione degli investitori di Meta è molto chiara: sono davvero poco entusiasti all’idea che Mark Zuckerberg abbia dichiarato che non è più il nodo principale del suo business. Nell’ultimo periodo, infatti, l’amministratore delegato parla più di efficienza che di metaverso. Ragionevolmente, Zuckerberg sta cercando di limitare i danni. Reality Labs, la divisione della società che produce le cuffie Meta Quest, ha registrato circa 13,7 miliardi di dollari di perdite nel 2022 con utili dimezzati da inizio anno per Meta.
L’azienda ha cercato di mantenere anche il più stretto riserbo sul piano di attività europeo che avrebbe permesso di assumere 10mila persone, in tutto il continente, per lavorare sul metaverso. Alle domande dei giornalisti, i dirigenti Meta hanno risposto che si tratta di una pianificazione divisa in diversi anni con un’espansione che è stata progettata per essere a lungo termine. Microsoft, invece, nel frattempo, ha licenziato 100 impiegati, dopo solo quattro mesi dalla creazione del suo team per quello che era stato definito il metaverso industriale.
Cosa è andato storto?
Il metaverso ha avuto, sicuramente, un problema fondamentale: nessuno sembra aver capito, davvero, che cosa sia. Anche le persone che ci lavorano non riescono a trovare una definizione che sia in grado di essere comune ed esaustiva. Alcuni, infatti, come lo stesso Zuckerberg, ne parlano come di un mondo VR in cui si possa vivere l’emozione di una riunione virtuale in realtà aumentata con il nostro avatar pensato simile a come siamo ma, anche, completamente differente (a seconda di quello che avremmo voluto essere nel VR). Altri lo immaginano, invece, come una sorta di internet sostenuto da un database incommensurabile con stringhe di codice note come token.
Robby Yung, amministratore delegato di una società come Animoca Brands che ha sta lanciando un fondo di investimento di 1 miliardo di dollari nel metaverso, risponde ai detrattori dicendo che tutti sbagliano a pensare al metaverso nello stesso modo in cui si ragiona su internet. Il metaverso non è una sola cosa, è tutto, va dalla tecnologia al divertimento passando per l’economia. Dave Karpf, professore della George Washington University, invece, dice che l’idea di Zuckerberg è troppo vaga e non è una novità: negli ultimi tre decenni ci sono stati parecchi tentativi altri di creare un metaverso di questo tipo.
Ma chi vuole davvero il metaverso?
Il problema più grande del metaverso, però, è che nessuno lo vuole. Lo stesso professor Karpf che ha sborsato 1500 dollari per il Meta Quest Pro lo ha usato solo 3 volte. Karpf dice che questo tipo di situazione si può definire “fallacia del mondo dei sogni”, cioè l’ipotesi per cui se pensi di costruire una cosa, tutto verrà da sé. I risultati, invece, fanno capire che, a prescindere dalla qualità dell’hardware utilizzato per i vari device, la gente non vuole sperimentare.
Non si tratta, quindi, di voler negare la possibilità di progresso, con un internet più interattivo e coinvolgente. Ma non possiamo immaginare né quando avverrà e neppure quanto gradualmente. Non si può pensare di entrare in un mondo virtuale già formato e con tanti codici a cui fare riferimento. Tutto troppo confuso, troppo strombazzato, troppo veloce. Le persone hanno bisogno di tempo, di comprendere, di non vivere un mondo troppo distante con device costosi e di cui non si comprende bene l’utilità. Sembra strano a dirsi ma lo diciamo: questo metaverso sembra essere finito prima di iniziare.
Tutto quello che arriverà, quindi, sarà frutto del desiderio degli utenti che, tornando al discorso dei migliori casinò online live, amano avere l’opportunità di poter giocare in streaming con un croupier in carne e ossa. Ma, altrettanto facilmente, hanno voglia di lasciarsi incuriosire da giochi più tradizionali in condizioni più abituali. Tutto a suo tempo, quindi, senza troppa ansia e senza spingere verso un risultato poco chiaro.




