Nonostante l'aumento dei volumi idrici l'acqua scarseggia ed il malumore aumenta
Arriva, tramite post e video social, la comunicazione da parte del presidente Renato Schifani dell’aumento dei volumi idrici nei bacini siciliani.
“I dati aggiornati dall’Autorità di bacino della Regione Siciliana a maggio evidenziano un aumento dei volumi invasati del 5,6% rispetto ad aprile e del 65% rispetto allo stesso periodo del 2025, con incrementi particolarmente significativi in diversi invasi dell’Isola”.
Nonostante ciò l’acqua scarseggia ed il malumore aumenta. In molti si chiedono “Allora, come mai c’è gente che non vede acqua da più di 5 giorni?”. Luoghi come Canicattì, Agrigento o alcune zone dei paesi etnei sono nel bel mezzo di una vera emergenza idrica.
“Questo risultato è dovuto certamente alle maggiori precipitazioni degli ultimi mesi, ma anche agli interventi messi in campo dalla Regione siciliana per aumentare la capacità di accumulo, attraverso la pulizia di traverse e bacini, e all’entrata in funzione dei tre dissalatori di Gela, Porto Empedocle e Trapani, oltre che dei numerosi pozzi attivati. Azioni che consentono di preservare preziose risorse negli invasi e di rafforzare la sicurezza idrica della Sicilia”, conclude il presidente.
Molti pensano sia tutto uno scherzo, perché nonostante l’acqua aumenti sembra sempre meno e quando la crisi sembra finita si può star certi che tornerà. Le criticità derivano quindi da disservizi ed un erronea gestione dell’acqua e non dalla sua scarsa quantità. Ad Agrigento, per esempio, dove negli ultimi giorni la situazione è diventata realmente insostenibile i cittadini lamentano che “la rete idrica è un colabrodo con più acqua riversata nelle strade che nelle cisterne”.
Infine c’è chi poi, ironicamente, ringrazia il meteo e non la politica per l’aumento dell’oro blu nelle cisterne di accumulo, sottintendendo che ne sarebbe gradita una maggiore cura al fine di evitarne sprechi.