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11.05.2020

Pestaggio per droga e intercettazioni di messaggi su WhatsApp: 4 arresti – FOTO e VIDEO

di Redazione
Pestaggio per droga e intercettazioni di messaggi su WhatsApp: 4 arresti – FOTO e VIDEO

NOTO – Nella giornata di ieri, al termine di un’articolata attività investigativa, gli agenti del commissariato di Pubblica Sicurezza di Noto (SR) hanno dato esecuzione a un’ordinanza cautelare, emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, nei confronti di quattro persone, due di custodia in carcere e due di arresti domiciliari con braccialetto elettronico: Simone Manenti, 39 anni, Corrado Rizza, 44 anni, Davide Latino, 33 anni, e Maria Restuccia, 31 anni (da sinistra a destra nelle foto sotto).

All’indomani dell’acquisizione di una notizia di estorsione è stato avviato un servizio tecnico di intercettazione per corroborare e rafforzare il già grave quadro indiziario a disposizione degli investigatori. A essere scoperti sono stati bonifici bancari sul conto corrente intestato a Maria Restuccia detta Ramona, un assegno emesso in favore del noto pregiudicato e assuntore di stupefacenti Rizza, detto Currarino, prelievi di contante, effettuati col bancomat, che la vittima era stata costretta a consegnare a Rizza, per un importo complessivo di 11.320 euro e numerosissimi screenshot di conversazioni via social intrattenute con Restuccia e altro pregiudicato e assuntore di stupefacenti, Manenti Simone, e infine sms vocali di WhatsApp.

Pertanto, emergevano ulteriori elementi di responsabilità nei riguardi di Latino, convivente della Restuccia che aveva determinato Rizza e Manenti a estorcere denaro a un uomo, giacché Rizza aveva contratto, verosimilmente con la coppia considerevoli debiti per droga. Dunque, dopo l’incipit della condotta estorsiva da parte di Rizza, sostenuta dalla forza intimidatrice derivante dalla sua caratura criminale, dall’attività investigativa si è potuto accertare che il trio Restuccia-Latino-Manenti ha avanzato pretese di denaro nei confronti di un uomo, individuato da Rizza quale ignaro garante dei pagamenti.

 

 

Gli stessi, verosimilmente creditori di Rizza, per i debiti da costui accumulati per l’acquisto di stupefacente, hanno deciso di procedere personalmente al “recuperodelle somme dovute, cominciando a vessare e indebolire psicologicamente la persona offesa con numerosa messaggistica via social e attraverso chiamate telefoniche. Rizza è sparito improvvisamente dopo aver acquisito cospicue somme di denaro dalla vittima.

Dopo costanti ricerche e minacce, perpetrate dalla coppia, una volta individuato, Rizza ha subito una severa lezione sia da parte di Latino che da Manenti, con quest’ultimo che lo ha aggredito fisicamente in pieno centro storico lo scorso 6 maggio, poco prima di prendere parte all’appuntamento con la vittima nel corso del quale è stato arrestato in flagranza da parte della squadra di polizia giudiziaria del Commissariato di Noto, dopo la consegna delle banconote.

Non appena Latino ha appreso della notizia dell’arresto di Manenti, ha intimato alla convivente Restuccia di cancellare tutti i messaggi e distruggere la scheda telefonica, con frasi come “cancella tutte cose e butta pure il telefono…stai capendo? butta lì tutte cose e spezza pure la scheda!”. La lapidaria quanto laconica conversazione ha sancito la fine dei giochi: l’arresto di Manenti ha messo a nudo tutto il gruppo composto da persone coinvolte a pieno titolo in tutta la vicenda.

I gravi indizi di colpevolezza raccolti hanno consentito al giudice per le indagini preliminari di Siracusa, al fine di escludere il pericolo di reiterazione delle condotte delittuose, di emettere un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Rizza (condotto nel carcere di Ragusa) e di Manenti (già detenuto nel carcere di Ragusa a seguito dell’arresto in flagranza del 6 maggio) e degli arresti domiciliari, col presidio del braccialetto elettronico, nei confronti dei conviventi Restuccia e Latino.