SIRACUSA – Una tassa sui morti, così è stato definito il provvedimento che impone una tassa di 600 euro per l’assegnazione dei loculi al cimitero di Siracusa.
Una decisione che ha mandato su tutte le furie l’associazione Rete Sociale Attiva, che denuncia come il Comune aretuseo abbia approfittato di una delibera di oltre 20 anni fa per arrivare a emettere questo decreto.
“La Giunta Comunale, probabilmente rendendosi conto della mancanza di una norma nazionale – si legge nella nota – che regolamenti la concessione dei loculi a favore dei propri cittadini, ha ben pensato di coprire questo vuoto normativo approfittando di una precedente delibera, la numero 118 del 1996 dell’allora Consiglio Comunale. Quella delibera, probabilmente a causa di un successivo ‘ripensamento di onestà intellettuale’ di fatto non era stata mai eseguita. Oggi l’attuale Giunta ha ritenuto non più prorogabile la mancata applicazione di quanto ‘avventatamente’ era stato approvato nel 1996 ed ha approvato la nuova Delibera di giunta n. 61 del 23/04/2019. Rete Sociale Attiva si chiede se questa mossa sia scaturita da una esigenza di fare cassa o da altre più nobili motivazioni? Chiedere ai propri cittadini, cittadini di una città in piena crisi economico e sociale, senza alcuna strategia di crescita economica e di diversificazione imprenditoriale, di dover pagare per poter andare a trovare ancora i propri defunti rasenta sicuramente l’assurdità di tale scelta”.
Oltre a ciò viene detto anche come i tempi per l’assegnazione dei loculi siano stati ridotti considerevolmente e come i danni per il portafoglio dei siracusani siano davvero tanti.
“I paletti della Delibera di giunta 61/19 prevedono in un sol colpo – conclude la nota – la riduzione della durata dell’assegnazione dei loculi da 99 anni ad appena 25 anni, e cosa ancora più grave l’imposizione di un ‘costo’ di assegnazione di 600 euro per singolo loculo senza nemmeno riflettere che ogni famiglia potrebbe avere anche più defunti con conseguente moltiplicazione, non dei pani e dei pesci, ma dei costi a carico dei Siracusani. Rete Sociale Attiva ritiene che chi ha deliberato il provvedimento, spinto probabilmente dall’ansia e dalla necessità di fare cassa, non abbia valutato bene le ricadute economiche e psicologiche sui cittadini siracusani che da troppo tempo vivono nell’indigenza per la grave crisi occupazionale che attanaglia la città. Per le considerazioni di cui sopra e nell’esclusivo interesse dei cittadini, Rete Sociale Attiva chiede al Sindaco di Siracusa di avviare un tavolo di discussione affinché si possa porre rimedio a questa ulteriore ed inutile imposizione fiscale. Rimaniamo in attesa di essere prontamente convocati ed invitiamo i cittadini ad esprimere la loro solidarietà a questa iniziativa contattandoci”.
Fonte immagine SiracusaOggi