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31.07.2026

Il Tar Sicilia sospende il calendario venatorio: stop alla preapertura della caccia, salve migliaia di uccelli migratori

di Agata Gamuzza | 2 min di lettura

Tra le specie maggiormente tutelate c'è la tortora selvatica, considerata una delle più colpite dal declino delle popolazioni in Europa

Il Tar Sicilia sospende il calendario venatorio: stop alla preapertura della caccia, salve migliaia di uccelli migratori
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Il Tar Sicilia ha disposto la sospensione del calendario venatorio della Regione Siciliana, accogliendo il ricorso presentato dalla Federazione Nazionale Pro Natura e da LEAL – Lega Antivivisezionista, con il supporto di CABSE Green Impact.

L’ordinanza, emessa il 27 luglio, riconosce la fondatezza delle contestazioni avanzate dalle associazioni e blocca la preapertura della stagione venatoria, evitando così l’abbattimento di migliaia di uccelli migratori.

Stop alla caccia in preapertura: tutela per la tortora selvatica

“Per effetto di questa ordinanza la caccia in preapertura è soppressa”, dichiarano le associazioni.

Tra le specie maggiormente tutelate c’è la tortora selvatica, considerata una delle più colpite dal declino delle popolazioni in Europa. Secondo le associazioni, la Regione Siciliana ha continuato negli anni a inserirla tra le specie cacciabili, nonostante le evidenze scientifiche e le raccomandazioni degli esperti, cedendo alle pressioni delle associazioni venatorie.

La Sicilia, crocevia fondamentale per gli uccelli migratori

Le associazioni ricordano come la Sicilia rappresenti uno dei principali corridoi migratori del Mediterraneo. Ogni anno decine di migliaia di rapaci attraversano lo Stretto di Messina mentre centinaia di migliaia di altri uccelli migratori sorvolano l’isola e le sue zone umide costiere.

Molte specie versano già in uno stato di conservazione critico. È il caso dell’allodola, la cui popolazione in Italia è diminuita di circa il 50% negli ultimi vent’anni.

Le critiche alla Regione Siciliana

Le associazioni ambientaliste denunciano che la Regione abbia continuato a inserire nel calendario venatorio specie vulnerabili, ignorando le indicazioni dell’ISPRA e della comunità scientifica.

Viene inoltre evidenziata la mancanza, da oltre otto anni, del Piano Faunistico Venatorio, strumento previsto dalla legge e ritenuto indispensabile per una corretta gestione della fauna selvatica.

Secondo i ricorrenti, la politica regionale avrebbe privilegiato gli interessi del mondo venatorio, senza investire adeguatamente nella tutela della biodiversità e nei controlli sul territorio.

Prossima udienza il 20 ottobre

Il ricorso sarà esaminato nel merito il 20 ottobre. Fino ad allora, e in particolare fino al 20 settembre, la sospensione della preapertura consentirà agli uccelli migratori di attraversare la Sicilia senza il rischio degli abbattimenti autorizzati.

L’appello: puntare su birdwatching e turismo naturalistico

Le associazioni concludono auspicando un cambio di rotta da parte della Regione Siciliana, invitando a investire sul birdwatching e sul turismo ecologico, considerati strumenti capaci di generare sviluppo economico sostenibile, valorizzare il patrimonio naturale dell’isola e promuovere un modello di fruizione del territorio alternativo all’attività venatoria.

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