VITTORIA – Per la prima volta nella storia del Comune ragusano, che ha un passato di amministrazioni di sinistra e che è centro agricolo rinomato soprattutto per i prodotti di serra, il Comune di Vittoria è stato sciolto per mafia.
La decisione è stata presa nella seduta di oggi dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro dell’Interno, Matteo Salvini.
Tutto ha avuto inizio circa sei mesi fa, a seguito degli arresti per scambio politico-mafioso, dell’ex sindaco Giuseppe Nicosia e di suo fratello Fabio, all’epoca consigliere comunale del Pd, poi dimessosi, che hanno poi causato l’insediamento della commissione prefettizia insediatasi lo scorso settembre.
Dopo mesi di indagini, la commissione, presieduta dalla vice prefetta vicaria di Ragusa, Concetta Caruso, ha presentato la sua relazione che ha trasmesso oggi al Consiglio dei Ministri.
Attualmente, primo cittadino del Comune è Giovanni Moscato, avvocato, eletto due anni fa in una lista civica, che così si è espresso sulla vicenda: “Abbiamo affrontato il nostro mandato che ci hanno consegnato oltre 15mila vittoriesi con il massimo rispetto istituzionale sin dal primo giorno. Per l’onore che riveste la fascia tricolore in questi mesi difficilissimi avuti a seguito degli arresti di un ex sindaco e di un consigliere comunale del Pd e quindi all’opposizione e quindi dell’insediamento della commissione prefettizia, abbiamo tenuto un profilo bassissimo e assolutamente istituzionale, non rispondendo mai alle calunnie degli avversari che pur di abbattere il nemico hanno soffiato, tifato, inviato esposti anonimi falsi pur di mandarci via e ottenere il commissariamento della città. Pur di riprendere il potere perduto sarebbe capaci di sacrificare la città così come hanno già fatto in passato. Lo scioglimento del consiglio comunale che comporta la decadenza di tutti gli organi amministrativi compreso sindaco e giunta, purtroppo distruggerà per sempre l’immagine della nostra città, una macchia indelebile che purtroppo rischia di travolgere anche la nostra economia. Ma le istituzioni vanno rispettate sempre anche quando prendono decisioni che ai nostri occhi possono apparire ingiuste o inique o sbagliate, ci saranno sempre i mezzi ordinari di impugnazione. Quindi anche in questo caso accogliamo la decisione delle istituzioni con massimo rispetto e con la massima serenità. La serenità di chi ha sempre lavorato con un unico obiettivo: quello di far crescere la città. Non abbiamo nulla di cui rimproverarci e siamo orgogliosi dei tanti obiettivi raggiunti in 24 mesi. Chiaramente non siamo noi a dover spiegare alla gente perché è stato sciolto il consiglio comunale. Sappiamo tutti che le indagini della commissione sono state concentrate nell’attività amministrativa degli 2006/2016, quando noi non eravamo a palazzo Iacono”.