Si è tenuta, in data odierna, la conferenza stampa all’Assemblea Regionale Siciliana. Tra i presenti anche il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, che durante il proprio intervento ha menzionato la “necessità” delle dimissioni di Lagalla e di quelle di Schifani.
“All’interno delle due coalizioni c’è un’operazione di cannibalismo che non sta portando un voto in più per conquistare la fascia di elettorato che fa la differenza”.
Sono queste le parole usate da De Luca, a capo di Sud chiama Nord, durante la riunione all’Ars, prima di proseguire aggiungendo: “Il 18 di luglio al teatro Politeama a Palermo presenterò ai siciliani il governo di liberazione che determinerà uno smottamento importante negli attuali partiti. Saranno invitati tutti i partiti sia di centrodestra che di centrosinistra. Per entrare si pagherà cento euro e l’evento non sarà trasmesso sui social“.
“Il primo luglio – ha infine aggiunto De Luca – presenteremo il nostro candidato sindaco, la nostra strategia e la nostra coalizione. Il nostro progetto per Palermo sarà chiamato ‘Una marcia in più‘. Il professore Roberto Lagalla deve godersi la pensione. Palermo ha bisogno di un sindaco e di un’amministrazione che effettivamente porti la normalità nei servizi offerti ai cittadini. Lagalla non l’ha saputo fare. Il nostro sarà il modello usato a Messina”.
Il leader di Sud chiama Nord non ha risparmiato il fiato neanche per l’attuale presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, dichiarando che il governatore “non ha presentato la relazione annuale sull’attuazione del programma, venga in Aula, presenti la relazione di fine mandato, si dimetta e andiamo alle elezioni“.
In merito al punto relativo alla coalizione, poi, De Luca si è spiegato rispondendo: “Questo è un problema che non mi appartiene perché abbiamo capitribù nel centrodestra, capitribù nel centrosinistra e tra qualche settimana uscirà anche la candidatura di Marco Falcone in rottura con Giorgio Mulè. Segno che non ci sono interlocutori seri, validi e unici nelle due coalizioni”.
“Ecco perché – ha infine concluso – rispetto a questa balcanizzazione noi non abbiamo che fare un percorso in solitaria, in attesa che all’interno delle singole coalizioni maturino le condizioni per una proposta unitaria, cosa che ancora non è avvenuta né da parte del centrosinistra né da parte del centrodestra. Solo dopo potremo fare un confronto non solo sul programma ma anche su chi ha le capacità e le caratteristiche per governare, per interpretare meglio questa fase di rinnovamento rispetto a una strategia che noi abbiamo definito autonomista, civica e progressista”.
Il sindaco di Taormina ha poi concluso il proprio intervento aggiungendo: “Il centrodestra sa che se non vuole perdere deve convergere su di noi. Stessa cosa per il centrosinistra che se vuole vincere in Sicilia deve puntare sul nostro partito. Al mio figlioccio Ismaele Lavardera, che ringrazio per aver detto di non mettere veti nei miei confronti, rispondo cheluisi deve chiarire all’interno del cosiddetto campo largo. Quando il campo largo definirà qual è la proposta programmatica per la Presidenza della Regione, allora metteremo a confronto modelli e uomini“.