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10.06.2026

Inchiesta Ponte sullo Stretto, il tentativo degli indagati di corrompere due giudici

di Redazione | 2 min di lettura

Alessandro Morelli: "L'obiettivo è quello di realizzare la più importante infrastruttura del secolo, non per il meridione d'Italia, ma per il Paese e per l'Europa."

Inchiesta Ponte sullo Stretto, il tentativo degli indagati di corrompere due giudici
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Continua il dibattito sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina. E si approfondisce il ruolo degli indagati coinvolti nell’inchiesta per corruzione. Avanzano le loro preoccupazioni le associazioni green che sentono minacciata la biodiversità delle specie.

Le indagini per corruzione

Dall’indagine della Procura di Roma sul Ponte dello Stretto emerge il tentativo di corruzione di altri due giudici della Corte dei conti da parte dell’avvocato Francesco Saccomano e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, che coinvolge anche l’ex presidente aggiunto Tommaso Miele.

I due indagati avvicinarono, senza ottenere risultati, altri due magistrati che dovevano occuparsi del dossier Ponte e che però non diedero seguito alle loro richieste. Intanto sul fronte delle indagini gli inquirenti sono al lavoro sul materiale sequestrato dai carabinieri che dovranno analizzare, fra cui cellulari e pc.

Dalle carte del procedimento emerge il rapporto di vicinanza tra Miele e Virgiglio. Il magistrato si rivolge a lui “anche per individuare architetti di sua fiducia al fine di verificare la possibilità di preventivi di importo meno elevato per lavori di progettazione e ristrutturazione delle abitazioni dei figli”.

Le indagini per corruzione e rivelazione del segreto d’ufficio nell’ambito del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina aggiungono preoccupazione a una vicenda già inclinata da varie tematiche: le norme sugli appalti, la tutela dell’ambiente e lenorme inserite neidecreti sicurezza” che criminalizzano chi protesta contro questi ecomostri.

Il progetto di Greenpeace

Alessandro Giannì, responsabile Relazioni Istituzionali e Scientifiche di Greenpeace Italia, dichiara: “La vicenda del Ponte sullo Stretto si configura come un’antologia di forzature, più o meno palesi, delle norme che sostengono la nostra democrazia. Greenpeace, con altre associazioni e comitati, continuerà a opporsi a questa inutile colata di cemento e a ricordare a tutte e tutti, comprese le autorità europee, che questa vicenda è una minaccia che va ben oltre le pur importanti questioni di tutela dell’ambiente”.

La scorsa settimana Greenpeace ha lanciato la campagna Aggiungiamo bellezza al mare” che ha mostrato come l’area marina dello Stretto di Messina sia ricca di biodiversità. L’unicità nel Mediterraneo meriterebbero una reale tutela tramite creazione di un’Area Marina Protetta, anziché la sua messa a repentaglio per colpa della costruzione di qualcosa di potenzialmente distruttivo come il Ponte sullo Stretto.

Alessandro Morelli sulla realizzazione “della più importante infrastruttura del secolo”

Le domande riguardo l’inchiesta sono molte e Alessandro Morelli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei Ministri, ha risposto così:” L’obiettivo è quello di realizzare la più importante infrastruttura del secolo, non per il meridione d’Italia, ma per il Paese e per l’Europa. Contrasto chi in questi mesi e anni ha sottolineato come ci siano delle divergenze tra l’Italia e l’Europa rispetto alla realizzazione di questa infrastruttura. Sottolineo come il Ponte sullo Stretto di Messina sia stato inserito proprio dall’Europa nelle principali direttrici infrastrutturali che collegano il continente e quindi l’obiettivo comune del governo italiano e del governo europeo è di ottenere il risultato. È chiaro che per un’opera così importante ci sono delle criticità che sono in fase di discussione e di soluzione”.

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