CATANIA – In un tempo in cui la vita universitaria rischia di schiacciare i giovani sotto il peso di ansia, solitudine e incertezza, l’Università di Catania decide di cambiare prospettiva e partecipa al progetto nazionale Unist-Health PRO-BEN insieme ad altri atenei italiani (Università di Padova – capofila -, Bologna, Chieti-Pescara e Firenze).
L’iniziativa è realizzata grazie al finanziamento del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR).
Il benessere psicofisico degli studenti non è più un tema marginale, ma diventa parte integrante del percorso formativo. Un’iniziativa che mira a favorire la salute mentale attraverso strumenti innovativi e pratiche di consapevolezza.
L’università non è solo esami, lezioni e scadenze. È anche il luogo in cui migliaia di giovani imparano a conoscersi, a costruire relazioni, a confrontarsi con la fragilità. Eppure, troppo spesso, il disagio psicologico viene ignorato, nascosto, percepito come un fallimento individuale piuttosto che come un problema collettivo.
PRO-BEN prova a ribaltare questo paradigma. Con attività outdoor, pratiche di mindfulness, laboratori ed esperienze di gruppo, il progetto offre uno spazio di respiro. Un invito a prendersi cura di sé, a ritrovare equilibrio, a capire che crescere significa anche imparare a fermarsi.
L’obiettivo è, dunque, chiaro: offrire supporto concreto e creare un ambiente universitario più inclusivo, sereno ed empatico.
Al centro c’è indubbiamente il benessere psicofisico degli studenti universitari, con focus sulla prevenzione delle dipendenze tecnologiche, sul supporto psicologico per difficoltà accademiche e per gli studenti provenienti da aree del mondo con situazioni di eccezionale gravità.
Dato che il disagio psicologico tra gli studenti universitari è un fenomeno in crescita, acuito da anni di incertezze sociali e personali, è il momento di fare qualcosa di concreto.
A commentare con favore l’avvio dell’iniziativa è stato Alessandro Spataro, membro RUS (Rete delle Università Italiane per lo sviluppo sostenibile), che ha dichiarato:
“Accolgo con grande favore l’iniziativa Unist-Health PRO-BEN che vede coinvolta anche l’Università di Catania insieme ad altri atenei. In un momento storico in cui il disagio psicologico tra gli studenti universitari è sempre più diffuso e spesso sottovalutato, questo progetto rappresenta una risposta concreta e lungimirante. Investire nella salute mentale della popolazione studentesca non è solo un atto di cura, ma anche una strategia fondamentale per garantire un percorso accademico più sereno, inclusivo e produttivo. Mi auguro che questa iniziativa possa diventare un modello replicabile su scala nazionale, contribuendo a costruire un ambiente universitario più attento, empatico e resiliente”.
Parole che centrano il punto: il benessere non è un accessorio, ma una condizione necessaria per studiare, vivere, crescere.
Nel dettaglio, PRO-BEN si sviluppa attraverso una serie di azioni mirate:
L’Università di Catania ha annunciato il lancio del progetto anche sui propri canali social. Nel post Instagram dedicato, l’ateneo sottolinea come benessere e formazione siano strettamente connessi, ribadendo l’impegno a creare un contesto accademico capace di prendersi cura non solo delle competenze, ma anche delle persone.
Si parte dal presupposto che cura della mente e successo accademico sono inscindibili.
Con PRO-BEN, Unict si inserisce in una rete di università che vogliono ripensare la vita accademica in chiave più umana e inclusiva. Il futuro dell’università – infatti – non può limitarsi a trasmettere conoscenze. Deve insegnare anche a vivere, a riconoscere la fragilità come parte del cammino, a fare della cura di sé e degli altri un valore condiviso.
Non si tratta soltanto di un progetto sperimentale, ma di un modello che potrebbe diventare un punto di riferimento a livello nazionale, aprendo la strada a un’università capace di ascoltare, sostenere e valorizzare ogni studente.
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