PALERMO – Correva l’anno 2012 quando il noto chef siciliano Natale Giunta, decideva di denunciare, facendo successivamente arrestare, coloro che gli chiedevano il pizzo, dimostrando che non sempre si deve “abbassare la testa”. A seguito di questa decisione gli venne affidata la scorta, perché potenzialmente in pericolo.
A distanza di 6 anni dall’assegnazione della scorta, nel 2018 gli venne revocata, nonostante lo chef avesse ricevuto continue minacce, tra cui una lettera con un proiettile.
A distanza di alcuni mesi, costatando il pericolo effettivo in cui, ogni giorno, incorre Giunta, il tribunale Amministrativo del Lazio ha deciso di ridargli definitivamente la scorta.
A comunicare la notizia è stata l’Avvocato Maria Geraci, difensore dello chef. Il legale, aveva sin da subito contestato la scelta della Prefettura di Palermo e dell’ufficio centrale interforze per la sicurezza personale di revocare la scorta, ribadendo lo stato di pericolo a cui doveva far fronte il suo cliente.
È proprio l’avvocato dello chef ad affermare di aver finalmente tirato un sospiro di sollievo e che Giunta, potrà tornare al suo lavoro tranquillamente, con la sicurezza di avere qualcuno accanto pronto a proteggerlo.
Nonostante la sua vita sia radicalmente cambiata, arriva forte e chiaro il messaggio dello chef: non abbassare la testa davanti alla mafia, ma al contrario, trovare sempre il coraggio di denunciare.
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