CALTANISSETTA – Ieri sono stati definitivamente acquisiti al patrimonio dello stato i beni di Diego Calì, 67 anni, nato a San Cataldo, nel Nisseno.
I beni erano già stati sequestrati e confiscati nel 2013. Nella fattispecie, si tratta di una confisca definitiva di beni immobili e mobili:
– Una società di pompe funebri;
– Una società di commercio di articoli funerari;
– Tre ville;
– Sei appartamenti di cui quattro in costruzione;
– Otto appezzamenti di terreno;
– Sei magazzini-deposito;
– Quattordici veicoli di cui due adibiti ad auto funebri;
– Un velivolo da diporto;
– Sei conti correnti;
– Dieci depositi a risparmio;
– Un fondo comune di investimento.
Il decreto di confisca dei beni, per un valore di circa 2 milioni di euro, si è determinato a seguito degli accertamenti patrimoniali svolti dai carabinieri di Caltanissetta a carico di Calì, sul conto del quale si sono contestualmente svolti ulteriori accertamenti per l’applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.
A seguito dell’omicidio del boss di San Cataldo, Salvatore Calì, il 27 dicembre 2008 e del tentato omicidio di Giuseppe Mosca, poi avvenuto un anno dopo, sono state avviate delle indagini per incastrare il cugino e il nipote di Diego Calì.
Quest’ultimo, con un’ulteriore ordinanza di custodia cautelare in carcere, è stato arrestato nel 2010 e, nel contesto, sono state ritrovate, sotto un ponte della Strada Statale 190, altre armi nella disponibilità del gruppo criminale.
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