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23.09.2018

Icone digitali, addio ai referenti

di Alberto Molino
Icone digitali, addio ai referenti

Al giorno d’oggi sempre più icone digitali rappresentano oggetti che nella realtà si stanno estinguendo. Facciamo un primo esempio: la cornetta verde che vediamo rappresentata nel momento in cui dobbiamo rispondere a una chiamata è l’immagine stilizzata dei telefoni vecchia scuola, ovvero di quegli apparecchi con la rotella da girare per comporre i numeri. Tale cornetta è divenuta anche il simbolo di uno dei social network più utilizzati al mondo: WhatsApp.

Un altro simbolo che ha perso il proprio referente nel mondo reale è il floppy disk, oggi utilizzato solo come icona sulla quale poter cliccare per salvare i progressi compiuti. Dopo i floppy, per l’appunto, ci sono stati i Compact Disk, i DVD e i Blu-Ray Disk.

E ancora, si pensi all’icona del francobollo indicante l’app Mail sui Mac o in altri casi la busta delle lettere, oggetti sì ancora esistenti, ma sicuramente non più utilizzati come mezzo preferenziale per comunicare.

Sull’iPhone, poi, il simbolo della segreteria telefonica è addirittura un nastro e il calendario assomiglia tanto a uno di quelli cartacei da cui si strappano le pagine.

Per concludere, il significato di alcuni oggetti si è evoluto per indicare qualcosa di simile, ma all’interno dell’ambiente digitale. Si tratta di un rimando all’oggetto fisico che, tuttavia, quando le persone non sapevano ancora armeggiare con i computer, ha permesso loro di orientarsi.

Così, se alcuni oggetti, antesignani di certe funzioni, potrebbero divenire eterni, altri meno adatti alla stilizzazione (ad esempio le chiavette USB) sono destinati a scomparire tra le pagine del tempo.