Nel tritacarne è finita soprattutto la letteratura, con Cesare Pavese e Vitaliano Brancati protagonisti rispettivamente delle tracce A1 e A2
Tematiche “da paura“, che un maturando potrebbe “non conoscere o riuscire a interpretare”: a poco tempo dall’apertura del plico, il vortice della polemica sta inghiottendo le tracce che oltre 527mila studenti dovranno affrontare la prima prova della Maturità 2026. E nel tritacarne è finita soprattutto la letteratura, con Cesare Pavese e Vitaliano Brancati protagonisti rispettivamente delle tracce A1 e A2.
Dopo 25 anni lo scrittore piemontese torna sui banchi d’esame con il componimento lirico Passerò per piazza di Spagna. Cesare Pavese, infatti, era uscito anche alla Maturità del 2001, e chi oggi storce il naso per le scelte del Ministero farebbe bene a ricordare l’enorme effetto sorpresa di quell’annata. A spiazzare davvero quest’anno è Brancati – con il brano tratto da I piaceri -, autore non trattato per ovvi limiti temporali, se non da qualche docente lungimirante che dopo le sorprese degli ultimi anni (non tutti l’anno scorso hanno trattato Tomasi di Lampedusa) ha adottato un approccio oplitico.
Qui di seguito l’elenco completo delle tracce proposte:
Tempo di aprire il plico telematico e i social si sono trasformati nella consueta bufera. E magari gli studenti stanno trattenendo qualche lacrima. Tra Facebook, TikTok, piovono (o grandinano) commenti lapidari: “Bruttissime tracce, ma chi è la mente di tutto ciò?” si chiede un utente. “Poveri ragazzi“, esordisce un altro. C’è poi chi solleva il dubbio amletico: “Ma sono argomenti previsti dal programma ministeriale?”.
La polemica però si schianta contro la stessa natura della Tipologia A. Stando al Decreto Legislativo 62/2017 – e la successiva griglia di valutazione del 2019 – agli studenti non viene chiesto di conoscere a menadito la biografia di un autore mai affrontato in classe. Il vero scopo è piazzare il maturando davanti a un testo ex novo per testarne le competenze nude e crude, per comprendere fino a che punto gli studenti abbiano sviluppato la capacità di cogliere i significati profondi, comprendere il messaggio sotteso, smontare il brano e usarlo per sviluppare un’argomentazione solida. Le sterili nozioni contano poco.
A spegnere le fiamme dell’indignazione social arriva anche qualche voce fuori dal coro. Un altro commentatore online fa notare che “leggendo vari articoli è chiaro che le tracce proposte invitano gli studenti a riflettere, a collegare conoscenze ed esperienze, a confrontarsi con temi che riguardano la società e il loro futuro”. Stando al MIM, il focus dell’intero esame sarà proprio questo. E non è un caso che è tornato a chiamarsi Maturità.