Cerca nel sito

18.06.2026
In aggiornamento

Maturità 2026, oggi la prima prova. L’86% degli studenti studia con l’Intelligenza Artificiale

Secondo l’indagine, l’86% dei maturandi utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale nella preparazione dell’Esame di Stato

Maturità 2026, oggi la prima prova. L’86% degli studenti studia con l’Intelligenza Artificiale

Con l’avvio oggi degli Esami di Stato 2026, che vedono oltre 500mila studenti italiani impegnati nella prima prova scritta di Italiano, tornano al centro del dibattito pubblico le modalità di preparazione dei maturandi e il ruolo delle nuove tecnologie nello studio. Proprio in concomitanza con l’inizio della Maturità, l’Osservatorio 2026 di ScuolaZoo offre uno spaccato significativo sulle abitudini, le aspettative e le difficoltà vissute dagli studenti chiamati ad affrontare uno dei momenti più importanti del loro percorso scolastico.

L’Intelligenza Artificiale entra sempre più stabilmente nelle abitudini di studio degli studenti italiani. È quanto emerge dall’Osservatorio sulla Maturità 2026 realizzato da ScuolaZoo, i cui risultati sono stati analizzati dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU), che invita a una riflessione sul futuro della scuola e sui cambiamenti in atto nei processi di apprendimento.

Secondo l’indagine, l’86% dei maturandi utilizza strumenti di Intelligenza Artificiale nella preparazione dell’Esame di Stato. In particolare, il 69% ricorre a queste tecnologie per realizzare riassunti e mappe concettuali, mentre il 17% le utilizza per simulare interrogazioni o correggere esercizi. Solo il 14% degli studenti dichiara di non farne uso, principalmente per preferenza verso metodi tradizionali di studio o per scarsa fiducia nell’affidabilità degli strumenti.

L’IA cambia il modo di apprendere

Per il CNDDU, questi dati confermano come l’Intelligenza Artificiale sia ormai parte integrante degli ambienti di apprendimento frequentati dalle nuove generazioni. Non si tratta soltanto di nuovi strumenti tecnologici, ma di una trasformazione che incide sulle modalità di accesso alle informazioni, sui tempi dell’elaborazione cognitiva e sul rapporto stesso con il sapere.

In questo contesto, il ruolo della scuola diventa ancora più centrale. L’innovazione tecnologica, sottolineano i docenti, deve essere accompagnata da percorsi educativi capaci di sviluppare autonomia di giudizio, senso critico, capacità argomentative e responsabilità etica.

Studio sempre più individuale

L’Osservatorio evidenzia inoltre che il 62% degli studenti affronta gli ultimi giorni di preparazione studiando prevalentemente da solo, mentre il 21% concentra lo studio nelle ore immediatamente precedenti all’esame.

Una tendenza che richiama l’attenzione sul rischio di una crescente individualizzazione dei percorsi formativi. La scuola, ricordano i docenti, resta invece una comunità educativa nella quale il sapere si costruisce attraverso il dialogo, il confronto e la condivisione delle esperienze.

Stress e benessere psicologico

Particolarmente significativo il dato relativo al benessere psicologico. Quasi uno studente su due (47%) ritiene di non aver ricevuto un supporto adeguato nella gestione dello stress legato alla Maturità, mentre soltanto l’8% afferma di aver beneficiato di un sostegno realmente efficace.

Per il Coordinamento, questi numeri evidenziano la necessità di rafforzare i servizi di supporto psicologico nelle scuole, riconoscendo il legame tra qualità degli apprendimenti, relazioni educative e benessere emotivo degli studenti.

Il colloquio orale fa più paura della seconda prova

Tra le prove dell’Esame di Stato, il colloquio orale è considerato il momento più impegnativo dal 54% dei maturandi, contro il 38% che indica la seconda prova scritta.

Un dato che suggerisce l’opportunità di investire maggiormente nello sviluppo delle competenze comunicative, argomentative e riflessive lungo tutto il percorso scolastico, affinché l’espressione del pensiero venga vissuta come occasione di crescita e non esclusivamente come momento valutativo.

Orientamento ancora insufficiente

L’indagine mette in luce anche alcune criticità sul fronte dell’orientamento. Il 43% degli studenti ritiene infatti di non aver ricevuto un accompagnamento adeguato nella scelta del proprio futuro dopo il diploma, nonostante il 70% intenda proseguire gli studi universitari e il 14% sia orientato verso l’ingresso diretto nel mondo del lavoro.

Secondo il CNDDU, l’orientamento rappresenta una componente essenziale del diritto all’istruzione e deve aiutare ogni studente a costruire consapevolmente il proprio progetto di vita.

“Una scuola che formi cittadini consapevoli”

Particolarmente significative le testimonianze raccolte dall’Osservatorio, nelle quali molti studenti affermano di desiderare semplicemente “essere felici”, “sentirsi liberi” e “trovare il proprio posto nel mondo”.

Per il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, queste parole ricordano che il successo educativo non può essere misurato soltanto attraverso gli esiti delle prove d’esame, ma anche dalla capacità della scuola di formare cittadini consapevoli, responsabili e in grado di progettare il proprio futuro con fiducia.

Da qui l’invito a promuovere percorsi strutturati di educazione alla cittadinanza digitale, al pensiero critico e all’etica delle tecnologie, rafforzando parallelamente il supporto psicologico, l’orientamento permanente e le competenze relazionali e partecipative degli studenti.

L’obiettivo, conclude il CNDDU, è garantire che il progresso tecnologico resti sempre al servizio della dignità della persona, della coesione sociale e del bene comune.

05:29