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22.05.2020

Le mani della Giustizia sul tesoro di Cosa Nostra: confiscati beni per 150 milioni di euro ad Andrea Impastato – I DETTAGLI

di Redazione
Le mani della Giustizia sul tesoro di Cosa Nostra: confiscati beni per 150 milioni di euro ad Andrea Impastato – I DETTAGLI

PALERMO – La Polizia di Stato ha eseguito un decreto di confisca di primo grado di beni emesso, su proposta del procuratore della Repubblica di Palermo, dal Tribunale nei confronti di Andrea Impastato, 72enne nato a Cinisi. La confisca, per un valore complessivo di oltre 150 milioni di euro, è provento di attività illecite commesse dall’organizzazione Cosa Nostra.

Le indagini patrimoniali, avviate dalla Divisione Anticrimine della Questura di Palermo – Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno permesso di ricostruire il patrimonio illecito di cui Impastato risultava poter disporre direttamente o indirettamente, anche attraverso l’individuazione della sua posizione economica e finanziaria sia sotto l’aspetto statico che dinamico.

L’attività di indagine è stata indirizzata principalmente alla verifica di eventuali profili di sproporzione esistenti tra il cosiddetto patrimonio disponibile e il correlato profilo economico e finanziario anche in relazione alla platea di prestanome e fiduciari, principalmente reclutati all’interno del suo nucleo familiare, che gli hanno consentito, nel tempo, di realizzare un “impero economico” costituito da numerose imprese operanti nel settore edile, in quello dei trasporti, dell’estrazione del materiale da cava, del turismo, da numerosi beni immobili. Tra questi, un intero complesso turistico – residenziale ubicato nella rinomata località marinara di San Vito Lo Capo (TP) e un complesso immobiliare adibito a centro commerciale di oltre 50mila mq a Carini, oltre a rapporti bancari e finanziari.

Andrea Impastato è figlio di Giacomo detto “u sinnacheddu“, esponente mafioso di spicco della famiglia di Cinisi, in costante relazione con i noti Badalamenti, e fratello di Luigi (77 anni), già indiziato mafioso e ucciso a Palermo a colpi d’arma da fuoco nel corso di un agguato di mafia il 22 settembre 1981.

Il 2 ottobre 2002 Impastato è stato arrestato per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso al termine di una lunga e articolata indagine antimafia della Squadra Mobile di Palermo, volta a sradicare un sodalizio criminoso fattivamente impegnato ad amministrare e gestire il cosiddetto patrimonio corleonese.

Nello specifico le indagini, che hanno portato all’arresto di Impastato, hanno avuto origine da una certosina attività effettuata nei confronti di Giuseppe Lipari (85 anni), arrestato in data 24 gennaio 2002, già noto alle forze dell’ordine in quanto, in passato era stato condannato in via definitiva per associazione mafiosa proprio per la sua vicinanza a Bernardo Provenzano. Le investigazioni hanno permesso di accertare come Lipari fosse il principale referente degli interessi economici dell’allora boss latitante per conto del quale aveva amministrato il suo ingente patrimonio.

Proprio dall’esame del materiale informatico sequestrato in casa di Lipari è emerso che Impastato era stato indicato dal Provenzano come uno dei principali referenti attraverso Lipari avrebbe potuto ottenere appoggio nell’attività di amministrazione e gestione dei beni.

L’imponente attività di indagine sviluppata dalla Squadra Mobile di Palermo nelle operazioni antimafia culminate nell’arresto di centinaia di indiziati mafiosi e di numerosi latitanti ha fatto emergere una serie di contatti di Impastato, sia personali che economici, con numerosi personaggi di spicco di Cosa Nostra, quali Bernardo Provenzano e Salvatore Lo Piccolo.

In data 8 giugno 2005 Impastato è stato condannato dalla Corte d’Appello di Palermo alla pena di anni 4 di reclusione, interdizione dai pubblici uffici per 5 anni, libertà vigilata per un anno, perché riconosciuto colpevole dei reati di cui agli artt. 110, 416 bis commi 1, 4 e 6 C.P.

Gli esiti degli accertamenti economico-patrimoniali effettuati dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Questura di Palermo confluivano nella proposta del Procuratore della Repubblica di Palermo per l’applicazione delle misure di prevenzione personale e patrimoniale a carico di Andrea Impastato dell’8 ottobre 2007.

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