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17.07.2026

Economia siciliana, il Pil può crescere fino all’1,8%: decisivi 13,75 miliardi di investimenti pubblici

di Redazione | 3 min di lettura
Economia siciliana, il Pil può crescere fino all’1,8%: decisivi 13,75 miliardi di investimenti pubblici
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La crescita economica della Sicilia potrebbe accelerare fino all’1,7-1,8% annuo tra il 2026 e il 2029, ma soltanto a condizione che vengano effettivamente utilizzati circa 13,75 miliardi di euro di risorse pubbliche destinate allo sviluppo.

È quanto emerge dalla Nota di lettura elaborata dal Servizio bilancio dell’Assemblea regionale siciliana sul Documento di economia e finanza regionale 2027-2029, trasmesso dal governo Schifani all’Ars per l’esame parlamentare.

Le prospettive cambiano sensibilmente a seconda dello scenario preso in considerazione. Nelle stime tendenziali, che descrivono l’andamento dell’economia in assenza di nuove misure, il Pil della Sicilia crescerebbe a un ritmo contenuto, compreso tra lo 0,5% e lo 0,8% all’anno.

Lo scenario programmatico indicato dal governo regionale è invece più ambizioso e prevede un aumento del Pil fino all’1,7-1,8%. Una performance che consentirebbe alla Sicilia di superare il ritmo di crescita nazionale.

Pil Sicilia, la crescita dipende dagli investimenti pubblici

Secondo i tecnici parlamentari, il raggiungimento degli obiettivi indicati nel Defr dipende soprattutto dalla capacità della Regione di trasformare in cantieri, investimenti e interventi concreti le risorse disponibili.

Nel quadriennio 2026-2029 sono previsti circa 13,75 miliardi di euro di fondi pubblici per lo sviluppo. La loro piena attuazione rappresenta il principale presupposto dello scenario di crescita più favorevole elaborato dal governo.

Restano tuttavia alcuni elementi di incertezza. Tra questi figurano il progressivo esaurimento della spinta prodotta dal Pnrr, la vulnerabilità del sistema energetico regionale e le difficoltà strutturali che continuano a condizionare il tessuto produttivo dell’Isola.

La Nota dell’Ars evidenzia inoltre differenze tra le previsioni del Defr e quelle formulate da Banca d’Italia e Svimez, con andamenti non uniformi nei principali comparti economici.

Servizi e turismo sostengono l’economia dell’Isola

Il settore dei servizi e del terziario continua a rappresentare il motore principale dell’economia siciliana, generando l’80,2% del valore aggiunto regionale.

Per il 2025 il governo prevede una crescita dello 0,3%, mentre la Svimez stima un incremento più sostenuto, pari all’1%. Nel 2026 il Defr indica un aumento dello 0,5%.

A sostenere il comparto sono soprattutto il turismo internazionale e i trasporti marittimi. L’andamento positivo è però parzialmente frenato dalla contrazione dei consumi interni, che limita la capacità di crescita delle attività commerciali e dei servizi rivolti alle famiglie.

Il terziario si conferma anche il principale bacino occupazionale della Sicilia, con circa 1 milione e 113 mila addetti, in aumento dell’1,1%.

Particolarmente significativo l’andamento del commercio, dove l’occupazione registra una crescita del 4,3%.

Costruzioni, pesa la fine del Superbonus

Più complesso il quadro del settore delle costruzioni, che rappresenta il 6,9% del Pil regionale.

Le previsioni degli istituti divergono sensibilmente. Il Defr e la Banca d’Italia stimano una crescita dell’1,5%, mentre la Svimez prevede una contrazione del 2,6%.

La differenza riflette una fase di transizione delicata. Da un lato, l’edilizia privata risente del ridimensionamento degli incentivi fiscali e della fine della spinta prodotta dal Superbonus. Nel biennio considerato, il comparto avrebbe registrato una flessione del 38,1%.

Dall’altro lato, ad avanzare sono i cantieri delle opere pubbliche finanziate attraverso il Pnrr e gli altri programmi di investimento.

Per il 2026 le previsioni indicano una sostanziale stabilizzazione, con una crescita contenuta allo 0,8%.

Occupazione stabile nell’edilizia siciliana

Sul fronte occupazionale, il settore delle costruzioni mostra una situazione di sostanziale stasi. Gli occupati sono circa 112 mila, con un incremento limitato allo 0,1%.

Il dato riflette due tendenze contrapposte: la riduzione degli interventi nell’edilizia privata e l’aumento dei lavori pubblici. I cantieri finanziati dal Pnrr riescono quindi a compensare soltanto in parte l’esaurimento degli incentivi destinati alle famiglie e alle imprese.

Defr Sicilia 2027-2029, la sfida è rispettare i tempi

Il quadro delineato dal Servizio bilancio dell’Ars mostra dunque un’economia siciliana ancora caratterizzata da una crescita moderata, ma con la possibilità di accelerare qualora gli investimenti programmati vengano realizzati integralmente.

La vera sfida sarà rispettare i tempi di spesa, completare gli interventi e trasformare le risorse disponibili in infrastrutture, occupazione e sviluppo produttivo.

Senza la piena attuazione dei 13,75 miliardi previsti, la crescita del Pil rischierebbe infatti di fermarsi tra lo 0,5% e lo 0,8%. Con la realizzazione del programma del governo, la Sicilia potrebbe invece raggiungere un incremento vicino all’1,8% e collocarsi al di sopra della media nazionale.

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