Il vicepresidente della Camera non esclude la sfida per la presidenza della Regione Siciliana.
Giorgio Mulè torna sulla possibilità di candidarsi alla presidenza della Regione Siciliana. Il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia ha nuovamente manifestato la propria disponibilità a scendere in campo qualora il partito e la coalizione di centrodestra decidessero di puntare sul suo nome.
Nel corso di un intervento televisivo, Mulè ha ribadito il forte legame personale e politico con l’Isola, dove è stato eletto e dove continua a svolgere una parte significativa della propria attività istituzionale.
«La Sicilia attraversa ogni giorno della mia vita», ha dichiarato il vicepresidente della Camera, spiegando che non si tirerebbe indietro davanti a una richiesta ufficiale proveniente da Forza Italia e dagli alleati.
La sua disponibilità sarebbe legata a una decisione collegiale del centrodestra e non a un’iniziativa personale. Mulè ha infatti chiarito che un’eventuale corsa per Palazzo d’Orléans dovrebbe nascere da una valutazione condivisa all’interno della coalizione.
Mulè ha precisato che le sue dichiarazioni non devono essere interpretate come un attacco al governatore Renato Schifani o come una bocciatura dell’azione dell’attuale governo regionale.
Il presidente della Regione resta uno dei principali riferimenti di Forza Italia in Sicilia e potrebbe chiedere alla coalizione il sostegno per un secondo mandato. La scelta del candidato, tuttavia, dovrà essere discussa tra i partiti del centrodestra in vista dell’appuntamento elettorale.
Il dibattito sulla futura guida della Regione Siciliana è destinato a intensificarsi nei prossimi mesi. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega e gli altri partiti della coalizione dovranno trovare un accordo sul programma e sul candidato alla presidenza.
Mulè ha lasciato intendere di essere pronto ad accettare la sfida nel caso arrivasse una richiesta formale: «Se mi chiederanno di candidarmi, lo farò di corsissima».
Una frase che non equivale a una discesa in campo, ma poco ci manca.