Secondo Confimprese urge il bisogno di un "sostegno reale che vada oltre la sicurezza fisica, includendo la stabilità economica e la tutela sociale. E questo deve avvenire contestualmente al primo danno o alla prima richiesta"
Si è espresso, durante la vigilia del 35esimo anniversario dall’uccisione di Libero Grassi – l’imprenditore che aveva deciso di non pagare il pizzo – il presidente di Confimprese Palermo Giovanni Felice. A fare da tema per il messaggio la continua, e necessaria, lotta al fenomeno del racket.
“Ricordando Libero Grassi, rivolgo un appello forte e chiaro: agli imprenditori chiedo il coraggio di denunciare ogni forma di racket e intimidazione, perché solo insieme possiamo spezzare il silenzio che alimenta la mafia“.
Sono queste le parole usate da Giovanni Felice, prima di aggiungere: “Alle associazioni di categoria, alle istituzioni, alle forze dell’ordine e a tutta la comunità economica e sociale chiedo di rafforzare la collaborazione, creando un fronte comune concreto e coeso contro le illegalità. La lotta al racket non è solo una battaglia dei singoli, non è una gara a chi si mette più in vista, ma è una sfida collettiva che richiede unità, sostegno reciproco e azioni integrate“.
“Grassi credeva – ha poi proseguito Felice – che, accendendo i riflettori sulle estorsioni, si sarebbero fermate. Questo ragionamento si basava sull’idea che la mafia agisse ‘sotto traccia’, nell’ombra. La realtà odierna, però, mostra un fenomeno molto diverso: la criminalità organizzata sfida apertamente e pubblicamente con atteggiamenti che ricordano quelli delle gang americane degli anni ’30, con gesti plateali che vogliono imporre terrore e controllo”.
Durante il discorso è poi emerso anche che “nonostante i progressi fatti e le associazioni antiracket presenti sul territorio, il numero delle denunce resta ancora troppo basso“, specialmente perché “denunciare significa esporsi a un ‘limbo’ doloroso: non solo minacce dirette, ma anche il rischio di isolamento sociale e imprenditoriale, difficoltà nelle relazioni con banche, assicurazioni, fornitori e clienti“.