Cominciano a ricomporsi i tasselli riguardo la tragedia che stamattina ha visto vittima un bimbo di appena 5 anni. Fin da subito è parso chiaro che dietro il terribile gesto ci fosse la mano di un familiare: dai riscontri del medico legale il bambino sarebbe stato strangolato a mani nude, forse dal padre.
E sarebbe stato il padre, di sua spontanea volontà, a fornire quella che secondo fonti inquirenti può essere definita come una “confessione esauriente”. Adesso per il 25enne disoccupato, proveniente dalla Macedonia, accusato di aver ucciso il figlio Hamid di 5 anni a Cupramontana (Ancona), il pubblico ministero ha richiesto al giudice per le indagini preliminari la convalida del fermo.
L’accusa rivoltagli sarebbe quella di omicidio volontario aggravato dai vincoli di parentela, su cui, per ora non viene contestata la premeditazione.
Dall’interrogatorio però non sarebbe emerso nessun dettaglio riguardo le ragioni del folle gesto.
Non viene escluso che alla base di tutto vi sia un problema psichico, dato i disturbi psichiatrici già noti dell’uomo. Il bambino sarebbe stato strangolato, secondo le ricostruzioni, all’interno di una Toyota Yaris, appena dopo essere usciti con il padre di casa per una passeggiata.
Dopo essere stato ascoltato per tutta la notte, l’uomo, all’arrivo del suo avvocato, si sarebbe poi avvalso della facoltà di non rispondere. Adesso si trova nel carcere di Montacuto. Probabile la richiesta della difesa di accertamenti di tipo psichiatrico.
Infine, non sono ancora state fissate le date per l’autopsia né quelle per la convalida del fermo.



