Provvedimento del Gip su richiesta della Procura di Catania. Sotto sequestro quote societarie e patrimonio aziendale per un valore di circa 600mila euro
I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno eseguito un provvedimento di sequestro disposto dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti della società “Nuove Tecnologie Telefoniche Impianti S.r.l.” (NTTI), con sede a Caltagirone e operante nel settore dell’installazione di apparati elettrici ed elettronici per le telecomunicazioni.
L’attività investigativa, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Catania, trae origine dalla procedura di liquidazione giudiziale della società “Nuove Tecnologie Impianti S.r.l.” (NTI), gravata da debiti erariali e previdenziali per oltre 3,2 milioni di euro.
Secondo quanto emerso dalle indagini, e nel rispetto della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, sarebbero stati raccolti gravi indizi di bancarotta fraudolenta aggravata a carico di due coniugi e di un loro familiare.
Gli investigatori ritengono che gli indagati abbiano posto in essere un articolato schema finalizzato a trasferire beni e attività dalla vecchia società, poi fallita, a una nuova impresa riconducibile agli stessi soggetti, con il presunto obiettivo di sottrarre il patrimonio aziendale alle pretese dei creditori.
Gli accertamenti avrebbero evidenziato come, nonostante il progressivo aggravarsi della situazione debitoria a partire dal 2010, gli amministratori della società non avrebbero adottato le misure previste dalla normativa, proseguendo l’attività aziendale senza versare imposte e contributi dovuti.
Nel corso delle verifiche sarebbe inoltre emerso che circa 540mila euro sarebbero stati prelevati dai conti correnti aziendali e giustificati come rimborsi spese e anticipazioni.
Secondo l’impostazione accusatoria, quote societarie, beni e attività dell’impresa in dissesto sarebbero stati trasferiti alla nuova società costituita successivamente, formalmente amministrata da un familiare ma di fatto riconducibile agli stessi soggetti coinvolti nella gestione della società fallita.
Per evitare l’aggravamento delle conseguenze dei reati contestati e preservare il valore aziendale, il Gip ha disposto il sequestro delle quote sociali e dell’intero compendio aziendale della NTTI, per un valore stimato di circa 600 mila euro.
Contestualmente è stato nominato un amministratore giudiziario che avrà il compito di garantire la prosecuzione dell’attività imprenditoriale e la tutela dei livelli occupazionali.