ITALIA – Con l’innalzamento delle temperature primaverili, per molti contribuenti è tempo di pianificare il miglioramento del microclima domestico. Anche per tutto il 2026, grazie alla recente Legge di Bilancio, resta attiva l’agevolazione per l’acquisto e l’installazione di sistemi di climatizzazione efficienti.
Il “bonus condizionatori” non è una norma a sé stante, ma una definizione che raggruppa le opportunità offerte dal Bonus Ristrutturazioni e dall’Ecobonus.
Tutto sul bonus 2026
A seconda del tipo di intervento, il contribuente può seguire due percorsi differenti:
Bonus Ristrutturazioni: si attiva in caso di interventi di manutenzione straordinaria o edilizia. In questo contesto, l’agevolazione spetta per l’installazione di climatizzatori a pompa di calore che garantiscano un effettivo risparmio energetico. Un vantaggio importante è che il dispositivo non deve obbligatoriamente servire per il riscaldamento invernale.
Ecobonus: questa via è riservata alla sostituzione integrale di un vecchio impianto termico con nuove pompe di calore ad alta efficienza (solitamente di classe A+++). In questo caso, il macchinario deve essere in grado di gestire sia il raffrescamento estivo che il riscaldamento invernale.
L’Agenzia delle Entrate ha confermato che si può accedere ai benefici anche senza lavori edilizi, a patto che si sostituisca un vecchio impianto con uno a pompa di calore o ad alta efficienza.
Le percentuali di detrazione
L’agevolazione fiscale non è uguale per tutti, ma varia in base alla tipologia di immobile:
• 36% della spesa: è l’aliquota ordinaria valida per la generalità dei casi.
• 50% della spesa: la detrazione sale se l’intervento riguarda l’abitazione principale e se il richiedente è titolare di un diritto reale sul bene (proprietario, usufruttuario o titolare di uso/abitazione).
Il rimborso non avviene in un’unica soluzione, ma viene ripartito in 10 rate annuali di pari importo, da indicare nel Modello 730 o nel Modello Redditi PF.
Requisiti tecnici e limitazioni
La normativa (D.L. 63/2013 e Tuir) pone dei paletti precisi per favorire la transizione ecologica:
• Sono rigorosamente esclusi gli impianti alimentati solo da combustibili fossili.
• È obbligatorio puntare su sistemi a basso consumo energetico.
• Per le spese legate al risparmio energetico, resta l’obbligo di inviare la documentazione tecnica all’ENEA entro 90 giorni dalla conclusione dei lavori.
L’importanza del “Bonifico Parlante”
Per non perdere il diritto al bonus, il pagamento deve essere tracciabile in modo rigoroso. L’unico strumento ammesso è il bonifico bancario o postale “parlante”, che deve obbligatoriamente riportare:
• La causale con il riferimento normativo corretto;
• Il codice fiscale del beneficiario della detrazione;
• La partita IVA o il codice fiscale della ditta che esegue l’installazione;
• Gli estremi della fattura.
Pagamenti effettuati con carte di credito, assegni o contanti escludono automaticamente la possibilità di accedere al rimborso fiscale.
Chi può partecipare e scadenze
La platea dei beneficiari è estremamente vasta e comprende persone fisiche, professionisti, imprese (società di persone e capitali), condomini ed enti non commerciali, indipendentemente dalla residenza.
C’è tempo fino al 31 dicembre 2026 per sostenere le spese e usufruire di queste condizioni agevolate, confermando l’impostazione già adottata lo scorso anno per favorire il comfort abitativo e l’efficienza energetica.



