Frodi creditizie in aumento in Sicilia: l’Isola è seconda in Italia per numero di casi e prima per incidenza sul credito erogato
La Sicilia si conferma una delle regioni italiane maggiormente esposte alle frodi creditizie, conquistando il secondo posto nazionale per numero di casi rilevati. A lanciare l’allarme è Gabriele Urzì, dirigente nazionale del sindacato bancario Fabi e responsabile Salute e Sicurezza Fabi Palermo, sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio Crif-Mister Credit.
Nel 2025 sono stati registrati in Italia oltre 38.300 episodi di frode creditizia, con un aumento del 23,8% rispetto all’anno precedente.
La crescita dei casi si riflette anche sul valore economico complessivo delle frodi, che ha superato i 165 milioni di euro, in aumento del 10,7%. Diminuisce invece l’importo medio delle operazioni fraudolente, sceso a circa 4.300 euro.
La Sicilia, insieme a Lombardia e Lazio, resta tra le aree maggiormente esposte al fenomeno. Nel 2025 i casi nell’Isola sono aumentati del 2%, portando la quota regionale sul totale nazionale dal 12,7% del 2024 al 13% del 2025.
“La Sicilia si conferma al secondo posto”, sottolinea Urzì, evidenziando un dato ancora più significativo: nel rapporto tra frodi e credito erogato, l’Isola registra la maggiore incidenza a livello nazionale, davanti a Campania e Calabria.
Secondo Urzì, il quadro siciliano merita particolare attenzione perché «la combinazione tra fragilità economiche, esposizione digitale e tecniche criminali sempre più sofisticate» contribuisce ad aumentare i rischi per cittadini e lavoratori.
Le modalità utilizzate dai truffatori sembrano inoltre orientarsi sempre più verso operazioni di importo relativamente contenuto, considerate più difficili da individuare.
Tra i dati più significativi del rapporto c’è la crescita delle frodi nella fascia compresa tra 1.501 e 3.000 euro, aumentate del 14,5%. Si tratta, secondo l’analisi, di una soglia particolarmente conveniente per i truffatori perché consente di realizzare operazioni redditizie riducendo il rischio di attirare l’attenzione.
In aumento anche le frodi legate al Buy Now Pay Later, il sistema che consente di acquistare beni e servizi pagando successivamente o a rate, che registra una crescita del 13,8%.
Al contrario, risultano in calo le frodi associate ai prestiti finalizzati e ai prestiti personali.
A preoccupare è anche il profilo delle persone coinvolte. Le vittime più colpite risultano essere i giovani tra i 18 e i 40 anni, una fascia di popolazione che, secondo i dati citati da Urzì, mostra una vulnerabilità crescente rispetto alle nuove forme di frode creditizia.
L’aumento delle truffe conferma quindi la necessità di rafforzare la prevenzione, la sicurezza digitale e la consapevolezza dei consumatori, soprattutto in un contesto nel quale le tecniche utilizzate dai criminali diventano sempre più sofisticate.